martedì 17 luglio 2018

ESSERE IMPORTANTE

Essere importante per te stesso
significa osservarti con amore,
rispettarti, 
accettarti.
Essere importante per te stesso
significa riconoscere le tue paure e le tue debolezze
e abbracciarle perchè sono parte di te.
Essere importante per te stesso
significa volerti più bene
 quando le emozioni ti trascinano nell'abisso del tuo buio.
Essere importante per te stesso
significa definire il tuo spazio 
e tracciare i confini del tuo benessere.
Essere importante per te stesso
significa imparare a perdonarti con compassione.
Essere importante per te stesso
è la via solitaria verso la consapevolezza.








mercoledì 11 luglio 2018

ESSERE INVISIBILE

In una realtà di prestazioni essere invisibili richiede grande consapevolezza. 

La consapevolezza del bisogno dell'identificazione in un ruolo 
per definirsi in ambito sociale e individuale.
La consapevolezza dell'apertura e della disidentificazione.

L'accettazione dell'invisibilità
rappresenta
 la libertà di essere "normali" 
la rottura degli schemi,
la serenità del fluire.

Il dono dell'invisibilità
si realizza
solo dopo aver attraversato la tempesta del proprio vuoto.


Fotografia di Donatella Coda Zabetta
Falconeria Oropa



sabato 30 giugno 2018

OGNI LASCIATA E' PERSA

Ogni lasciata è persa.
Non ci pensare troppo,
non soppesare pro e contro
tanto poi la vita va come deve andare.

Ogni lasciata è persa.
Quando intravedi l'opportunità coglila
è lì per te.
Quando ti capita una deviazione dal percorso che ti eri prefissato
esplorala:
la bellezza del viaggio sta nel viverlo.

Ogni lasciata è persa.
Quando finisci nel fango
scrollati, rialzati e ringrazia
perchè ogni rinascita ha inizio da una caduta.

Ogni lasciata è persa.
Hai paura?
E' naturale.
La tua mente ingigantisce ciò che esula dal suo controllo.
Segui il battito del tuo cuore e abbandona la paura.
Il coraggio di ascoltarsi 
è un seme che va coltivato.





venerdì 29 giugno 2018

PROCEDERE CON LEGGEREZZA

Il peso della vita qual è?
Giudizi, aspettative e controllo
zavorrano il sentire, 
annebbiano lo sguardo
e ci affogano nel mare emotivo delle nostre insicurezze.

Procedi con leggerezza,
a piccoli passi e senza sforzo,
ascoltandoti e vivendo il momento
senza appensantirlo del passato e del futuro.


Procedi con leggerezza
a piccoli passi e senza sforzo
imparando la tolleranza, la pazienza e la compassione
verso te stesso, prima di tutto.

Procedi con leggerezza
a piccoli passi e senza sforzo
assaporando l'esperienza del tuo viaggio
e facendone tesoro.







domenica 24 giugno 2018

SCRIVI PER TE STESSO

Scrivi per te stesso.
Scrivi tanto e fallo spesso.

Lascia fluire le parole senza filtri
segui le immagini
accogli l'impossibile.

Scrivi per te stesso.
Scrivi tanto e fallo spesso.

Scrivi perchè ti fa stare bene anche quando stai male,
scrivi per approfondire il sentire,
 per comprendere e lasciar andare.  

Scrivi per te stesso.
Scrivi tanto e fallo spesso.

E se un giorno un angelo cadrà dal cielo
e uno gnomo lo troverà
scrivi del loro incontro senza timore
 e fallo per te stesso.












giovedì 21 giugno 2018

CEDERE ALLE PROPRIE DEBOLEZZE NON SIGNIFICA ACCOGLIERLE

IO SONO FATTO COSI'.

Mi è capitato spesso di sentire questa frase e di farne uno spunto di meditazione. 
Ognuno di noi è unico e nella sua unicità racchiude infinita bellezza. 
Accettarsi è fondamentale per stare bene, ma presuppone una buona dose di consapevolezza. Accogliere le proprie debolezze non significa, infatti, identificarsi con esse e cedervi in modo incondizionato. Accogliere le proprie debolezze significa saperle riconoscere per non identificarsi con esse. 

Immaginiamo di cedere alla rabbia con facilità. Se ogni volta che vivo una situazione che risuona con questa mia tendenza ad accendermi come un cerino mi identifico con la rabbia, mi trasformerò senza neanche accorgermene in un drago sputafuoco pronto a incenerire ogni cosa. 
Immaginiamo ora di essere consapevoli di questa debolezza e di impararare a riconoscere i segnali che anticipano l'esplosione della rabbia: tensione, respiro superficiale, rigidità, calore. Immaginiamo di accettare il fatto che stiamo provando rabbia senza però identificarci con l'emozione e lasciarci travolgere da essa. 
Come? Mi sento teso? Sciolgo la tensione muovendo il corpo, anche solo rigirando tra le dita un oggetto, allungo il respiro e prendo tempo allontanandomi dalla situazione o, se non fosse possibile, riduco le parole e ricerco il silenzio. Già questi piccoli espedienti eviteranno che la rabbia superi il punto critico oltre il quale diverrà incontrollabile. 
Questo approccio mi permetterà di rimanere oggettivo senza sfociare in un delirio focoso.









domenica 17 giugno 2018

LE DIFFICOLTA'

Oggi mi hanno fatto presente che spesso ripeto una frase durante i miei dialoghi:

NON ESISTONO DIFFICOLTA' CHE NON SIAMO IN GRADO DI SUPERARE

E mi sono resa conto dell'imperfezione insita nei termini uilizzati. Quel "superare", in particolare.
Continuo a pensare che le difficoltà siano sempre commisurate alle nostre forze, ma non necessariamente debbano essere "superate", intendendo con questo verbo "risolte".
Vi sono difficoltà che non possiamo risolvere, ma che abbiamo la forza di accogliere. 
Vi sono difficoltà che possono condizionare pesantemente la nostra vita fintanto che cercheremo di fare finta che non esistano o le rifiuteremo. Vi sono difficoltà che fanno parte di noi, del nostro modo d'essere.
Potremo inseguire un ideale di perfezione e perderci nella sua forsennata ricerca, ma in questo modo passeremo la vita a indossare maschere e a rivestire ruoli che non faranno che appensantire la nostra quotidianità.  Oppure potremo accettare questo tipo di difficoltà e imparare a conviverci con serenità senza forzare i limiti insiti in noi. 
A determinare il nostro approccio sarà il peso del giudizio, del nostro giudizio. 
La non accettazione della propria unicità si esaspera nel confronto e si combatte con la corsa verso una perfezione illusoria che ci distanzi meno da ciò che ci circonda. 
Non ci sfiora nemmeno l'idea che quella distanza, dettata dall'unicità, abbia un significato più profondo e sia intimamente collegata a ciò che ci circonda attraverso fili invisibili che la nostra consapevolezza non ci permette di cogliere. 
Per questo dobbiamo provare a percorrere ogni via per arrivare alla comprensione di quale sia la migliore per noi e questo passaggio richede tempo e maturazione interiore.
L'accettazione di noi stessi non ci renderà immuni da attimi di tristezza, ma ci donerà la consapevolezza di essere liberi. Le cadute umorali del confronto, a cui la società ci ha abituati perdendo di vista la ricchezza dell'unicità, diverranno così nuvole di passaggio in un cielo terso.