giovedì 26 dicembre 2013

IO SONO IO - Solange Claustres - G.I. Gurdjieff e la presa di coscienza - Edizioni Mediterranee

IO SONO IO (pag. 85/86/87)

Sentire che vivo, sentire che sono.
Percepire che vivo, percepire che sono.
Pensare che vivo, pensare che sono.
Nello stesso tempo, nel medesimo istante.

Pensare e sentire ciò che percepisco
sentire e percepire ciò che penso
percepire e pensare ciò che sento
in ogni istante.

Cercare l'equilibrio, l'unità,
l'accordo e l'armonia
tra tutte le parti del mio essere.

Far uscire alla luce
ogni pensiero meccanico
ogni impulso
ogni sentimento ripetitivo
alla sorgente stessa della loro formazione.
Attraverso uno sguardo lucido
un'attenzione cosciente
una visione e ragione obiettiva,
costante, assidua, intensa.

Per essere IO
e non un automa
condotto da molteplici cordicelle.

Sempre ritornare al piacere di me-stesso
come un'eco risonante in tutto il mio essere
come un suono nel silenzio.

Ne scorgo la vibrazione
l'ascolto, la raccolgo,
faccio silenzio per ascoltarla in me.

E' il mio bisogno, il mio sforzo, il mio scopo.
Qui, ora, nell'istante presente
nel tempo e nello spazio.

Il ritmo delle mie associazioni si rallenta
la sensazione del mio corpo si fa intera
completa, densa e sottile.

Sento la pulsazione del sangue in tutto il mio corpo.
Il ritmo della respirazione si fa leggero, profondo, regolare.
Calma e serenità abitano in me.

Non c'è altro se non la vigilanza del mio pensiero
il sentimento di me stesso
la sensazione di me stesso
la coscienza di tutto me stesso.

Imparare a manifestarmi in atti
parole, sentimenti e pensieri
libera dall'abitudine radicata del comportamento
risultante da tutte le reazioni soggettive
sin dall'infanzia.

Accedere all'altra parte di me.
Realizzazione di me per opera di me stesso.

L'altro, in me, che è sempre stato là
con cui non ho contatto
che non ascolto al quale non mi apro.

Ciò che ognuno cerca
è in sé
e in nessun'altra parte.

Il cammino è davanti a sé
se si aprono gli occhi
e non li si richiude.

Avete le orecchie, ma non ascoltate affatto.
Avete gli occhi, ma non vedete niente.
Avete i sensi, ma non sentite.
Avete la parola, ma essa non si fa
né Verbo né Silenzio.

Il sonno psichico e l'immaginario
in voi stanno al posto della presenza.

Ve ne accontentate pienamente,
mentre in voi grida il richiamo
a un reale che è Risveglio. 
Presenza, Coscienza, Visione
della e nella realtà
di quell'altro in voi,
che è integralmente voi.

Tutto è sostanza-materia

Il corpo come "luogo"
Il corpo come "mezzo"
Il corpo come "realtà"

Morto a tutto se stesso
per una nuova nascita.



Semplicemente bellissima. 
Donatella

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