martedì 7 gennaio 2014

IMPARARE LA RESPONSABILITA' - Krishnananda, Amana - Fiducia e sfiducia - Feltrinelli

Muoviti, ma non muoverti
nel modo in cui la paura ti muove.
Rumi

La parola "responsabilità" può avere brutte connotazioni. Può suggerire "dovere" o "regole" accettate e seguite senza un'intelligente valutazione, magari solo perché ci è stato detto che quello è il modo "giusto" o "appropriato" di vivere. Responsabilità autentica significa essere consapevoli dell'impatto che le nostre azioni hanno e voler sentire come il nostro comportamento influenza gli altri.
Il nostro maestro spirituale ci ha insegnato che responsabilità significa "capacità di rispondere" (responso/abilità): la capacità di essere presenti a ogni momento e di rispondere appropriatamente a ogni evento cui siamo posti di fronte. Quando siamo responsabili in questo modo, non solo gli altri hanno fiducia in noi, ma anche noi rispettiamo e abbiamo fiducia in noi stessi più profondamente.


Se analizziamo la nostra quotidianità con consapevolezza, ci rendiamo conto di quanto sia diventata quasi un'abitudine attivare il pilota automatico. Svolgiamo molte attività di routine, come ad esempio guidare, in assoluta inconsapevolezza. Questo atteggiamento ci ha insegnato a reagire, piuttosto che ad agire. Ad adeguarci, adattarci, seguire la forza dell'abitudine e della consuetudine sociale. Per poi lamentarci delle responsabilità di cui noi stessi ci carichiamo non attivando una scelta consapevole. Scarichiamo il nostro stress sull'altro, gli facciamo i conti in tasca, gli addebitiamo la causa dei nostri malumori. E se imparassimo a fermarci e a guardarci allo specchio?

1 commento:

  1. Credo che tante persone risolverebbero i loro problemi se si assumessero la responsabilità della propria vita. Mi viene in mente una frase di Nathalien Branden (I sei pilastri dell'autostima): nessuno verrà a salvarti!
    Impietosa, ma reale.

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