giovedì 27 marzo 2014

L'ESPERIENZA COME BASE DELLA CONOSCENZA

Estratto da "Il mondo magico di Paracelso" di Franz Hartmann - edito da Meditterranee:

Dice anche (riferito a Paracelso): "La conoscenza a cui abbiamo diritto non è limitata nei confini della nostra ragione e non ci corre dietro, ma aspetta che andiamo a cercarla. Nessuno diviene padrone di un'esperienza pratica in casa sua, né troverà un insegnante dei segreti della Natura negli angoli della sua stanza. Dobbiamo cercare la conoscenza dove possiamo aspettarci di trovarla, e perché dovrebbe essere disprezzato l'uomo che ne va in cerca? Quelli che rimangono a casa possono vivere con maggiori agi e divenire più ricchi di coloro che vanno errando. Ma io non desidero vivere fra gli agi né voglio diventare ricco. La felicità è migliore della ricchezza, e felice è colui che va errando senza possedere nulla che non sia degno del suo interesse. Chi vuole studiare il libro della Natura deve camminare a piedi sulle sue pagine. I libri sono studiati guardando le lettere che contengono; la Natura è studiata esaminando i contenuti dei suoi tesori nascosti in ogni regione.  Ogni parte del mondo, rappresenta una pagina del libro della Natura, e tutte le pagine insieme formano il volume che contiene le sue grandi rivelazioni."



E' possibile una rilettura di queste stesse parole pensando all'uomo di oggi. 
Spesso tendiamo ad affidare il nostro benessere a chi sembra, ai nostri occhi, detenere la "conoscenza". Ci fidiamo molto poco del nostro sentire e della nostra esperienza. Partiamo dal presupposto che gli altri siano più preparati ed in gamba di noi, lasciandoci affascinare dall'immagine che ci offrono.
L'esperienza mi ha mostrato più volte la falsità di questo presupposto, facendomi prendere sonore legnate. Ed a poco a poco ho imparato ad affidarmi al mio sentire ed alla mia esperienza.
Non sempre è oro tutto ciò che luccica ed è assolutamente meglio sbagliare con le proprie forze che grazie ad altri (... per poi struggersi nel senso di colpa e affondare nel mare dell'emotività). 
L'esperienza è sempre fonte di insegnamento per chi ha l'umiltà di osservarla con consapevolezza e distacco. Non vi è scuola migliore dell'esperienza stessa.
Una conoscenza fine a se stessa è sterile: solo nel momento in cui la conoscenza si concretizza acquisisce valore; per questo l'esperienza diviene la base per una conoscenza a 360°, completa.
La Natura è uno specchio importante se sappiamo osservarla. La nostra stessa Natura lo è.
Impariamo a camminare a piedi nudi sulle sue pagine.

2 commenti:

  1. Un argomento delicatissimo. Io a volte, ( parlo xo a livello giuridico medico e fiscale in particolar modo) vorrei saper.tutto. ma questa mia "presunzione" nasce, proprio perche x affidarmi e fidarmi di altri, ho lasciato perdere quello che invece, sto facendo ora, capire se cio che mi dicono sia vero. Se ho dubbi chiedo . Xche le legnate le si prendono e pure forti. Ma no sono dipese da noi. Hai fatto, ma come tutti i tuoi scritti del resto, un bellissimo post, aprendo, almeno in me una discussione interiore. Grazie.

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    1. Grazie per le tue parole Tiziana! Scrivo proprio per offrire spunti di riflessione ed aver stimolato una profonda discussione interiore mi rende felice! Personalmente e, a maggior ragione dopo le sonore legnate prese, elaboro sempre quello che osservo e sento sulla base della mia esperienza. La nostra unicità ci porta ad aver un percorso individuale specifico ed è importante seguirlo, ascoltandoci. Ho imparato con il tempo ad affidarmi molto più liberamente al cuore e a tener in gran conto le intuizioni e le percezioni che nascono naturalmente se abbiamo la consapevolezza di saperle cogliere. E ho scoperto che ricordare è molto più semplice che studiare. Dentro di noi è racchiuso un universo ed il percorso verso la consapevolezza ci conduce alla sua riscoperta. Grazie a te!

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