mercoledì 30 aprile 2014

CREDERE O SPERIMENTARE?

Estratto da "LASCIAR ANDARE IL FUOCO" di Achaan Sumedho - Ubaldini Editore:

"L'abitudine ad attaccarsi al desiderio è radicata nell'uomo. In Occidente pensiamo di essere raffinati e colti, ma è spaventoso quando realmente cominciamo a vedere quello che succede nella nostra mente: la maggior parte di noi è terribilmente ignorante, non abbiamo la minima idea di chi siamo veramente, o della causa della sofferenza, o di come vivere rettamente, nessuna idea. Molte persone prendono droghe, bevono e fanno di tutto per sfuggire alla sofferenza, sennonché la loro sofferenza aumenta. Quanto siamo presuntuosi e arroganti noi occidentali a considerarci esseri civilizzati! E' vero che siamo istruiti, sappiamo leggere e scrivere, e disponiamo di meravigliose macchine e invenzioni. Paragonate a noi, le popolazioni tribali dell'Africa, ad esempio, sembrano primitive e superstiziose. Ma in realtà siamo tutti esattamente nella stessa barca! Sono semplicemente le nostre superstizioni a essere diverse. Noi, in realtà, crediamo ciecamente a tante cose.
Ad esempio, noi cerchiamo di spiegare il nostro universo attraverso concetti, credendo che siano la realtà. Crediamo nella ragione e nella logica, vale a dire crediamo in cose che non conosciamo. Ma, di fatto, non abbiamo realmente capito come questo universo inizi e finisca. Se leggiamo un libro e crediamo in quello che ci dice o crediamo in quello che gli scienziati dicono, noi stiamo semplicemente credendo. Pensiamo: "Siamo sofisticati, crediamo in quello che dicono gli scienziati, crediamo in quello che dice il fior fiore dei professori, ma non crediamo in quello che dicono gli stregoni; questi sono stupidi e ignoranti". Ma è tutta una credenza, non è così? Noi continuiamo lo stesso a non sapere, semplicemente ci suona bene. A questo proposito Buddha disse che dovremmo cercare di constatare le cose da noi stessi e che non siamo obbligati a credere alle altre persone."


Chi non si riconosce in queste parole? Il mal tempo oggi mi rende ferocemente diretta e aggiungerei  che ci siamo spinti anche oltre ... siamo arrivati a credere agli altri più che a noi stessi e ci siamo abituati a delegar loro il nostro potere decisionale, rinunciando a operare scelte consapevoli assumendocene la responsabilità. Abbiamo sopravvalutato l'immagine, il ruolo, i titoli ... credendoli garanzia di affidabilità e abbiamo smesso di osservare, ascoltare e ascoltarci. L'altro sembra ai nostri occhi sempre più in gamba, più capace, più studiato ... e noi ci sentiamo sempre più sminuiti dal confronto. E lo siamo veramente, non perché queste parole rispecchino la realtà dei fatti, ma in quanto abbiamo scelto di non credere in noi stessi, di non fidarci di noi stessi e della nostra stessa esperienza.
Forse è giunto il momento di trovare IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI e guardare alle cose cambiando prospettiva ;-) !

martedì 29 aprile 2014

IL PIANO ASTRALE


Estratto da "IL GLOSSARIO TEOSOFICO" di  Helena Petrovna Blavatsky :

ASTRALE (Luce) (Occult.)  

La regione invisibile che circonda il nostro globo, come ogni altro, e che corrisponde al secondo Principio del Cosmo (il terzo principio è la Vita, di cui essa è il veicolo), al Linga Sharira o Doppio Astrale dell’uomo. Una Essenza sottile visibile solo all’occhio chiaroveggente, ed il più basso tranne uno (la terra) dei Sette Principi Cosmici o Akāshici. Eliphas Levi lo definisce il grande Serpente e il Drago dal quale s’irradia sull’Umanità ogni influenza malefica. È così; ma perché non aggiungere che la Luce Astrale non emana null’altro che ciò che ha ricevuto, che essa è il grande crogiuolo terrestre, in cui le basse emanazioni della terra (sia morali che fisiche) con le quali la Luce Astrale è alimentata, sono tutte trasformate nella loro essenza più sottile e irradiate di ritorno intensificate, così da divenire epidemiche - moralmente, psichicamente e fisicamente. Infine, la Luce Astrale è la stessa cosa che la Luce Siderale di Paracelso e degli altri filosofi Ermetici. “Dal punto di vista fisico, è l’etere della scienza moderna. In senso metafisico, spirituale, od occulto, l’etere è molto di più di quanto spesso si immagini. Nella fisica occulta e in alchìmia è ben dimostrato che non racchiude solamente nelle sue onde infinite la  promessa e potenza di ogni qualità di vita, di cui parla Mr. Tyndall, bensì anche la realizzazione della potenza di ogni qualità dello spirito. ....” (Iside Svelata Vol. I° pag. 49).


Oggi dedico un approfondimento a questo tema, per soddisfare una richiesta che mi è stata fatta. Ho estrapolato la definizione della Blavatsky perché rende molto bene l'idea di cosa questo piano rappresenti. Cerco di semplificarla: vibrazionalmente è il piano energetico sopra al nostro (la mia esperienza ha differenziato il piano eterico - l'aura della persona, il suo magnetismo - e il piano astrale come i componenti del piano animico - l'anima), quindi, quello più facilmente raggiungibile da tutti. Tant'è che ognuno di noi nel sonno ha viaggiato in astrale inconsapevolmente ... vi è mai capitato di svegliarvi di soprassalto con la sensazione di cadere dal letto per essere stati svegliati bruscamente? ... questa sensazione è la percezione fisica del rientro del corpo astrale nel corpo fisico. Per la sua accessibilità, nonostante uno scarso lavoro di consapevolezza, il piano astrale è spesso la fonte dei messaggi e delle percezioni che si leggono nel web. Per arrivare al piano Coscienziale, vibrazionalmente più elevato, è infatti necessario un lavoro su se stessi molto lungo e approfondito per giungere ad eliminare tutti i blocchi del piano animico  (Cosa sono questi blocchi? Le nostre paure e debolezze, i nostri schemi mentali ... si deve cioè raggiungere l'accettazione della propria totalità, divenire consapevoli del pensiero e affidare al cuore la direzione della mente ... questo processo apre le porte alla consapevolezza e, quindi, ad una frequenza vibrazionale più alta di quella materiale, dettata cioè dalla mente, dalle emozioni, dalle reazioni e dagli schemi mentali). Risulta evidente che percezioni e messaggi del piano astrale rispecchiano l'energia di chi ne diventa mezzo di trasmissione: il piano astrale  non emana null'altro di ciò che ha ricevuto nella sua essenza più sottile ed amplificata. Ritengo importante soffermarmi su questo punto: il viaggio astrale, che incuriosisce così tanto le persone, proprio per questo motivo può diventare molto pericoloso se non si è pronti ad affrontarlo. Come mai? Perché nell'astrale - specchio amplificato e fedele del nostro mondo - ritroviamo la manifestazione dei nostri pensieri ... difficile spiegarlo ... utilizzo un esempio pratico: faccio un viaggio astrale con alcune paure irrisolte (ciò significa che già nella fisicità ho un blocco o un rifiuto ad affrontarle e non so come gestirle) ... immaginiamo di aver paura dei serpenti ... nell'astrale basta un pensiero incontrollato (e un pensiero di paura è naturale quando esploriamo qualcosa che non conosciamo) che la nostra forma pensiero si materializza a livello sottile (ovviamente anche noi utilizziamo il corpo astrale - sottile - per viaggiare, per cui la forma pensiero ci sembrerà assolutamente "concreta" per quel livello energetico) ... e ci troveremo circondati da serpenti enormi ... e più la nostra paura si intensificherà (perché non avremo imparato a mettere la mente al servizio del cuore, per cui questa agirà come incontrastata sorgente di pensieri incontrollabili ...) ... più ci troveremo a vivere situazioni destabilizzanti ... dov'è il pericolo? nel rientro affrettato nel corpo, che in preda alla destabilizzazione può avvenire in malo modo creandoci poi problemi nella quotidianità (stati di dissociazione, ad esempio). Purtroppo si parla poco dei rischi e tanto  degli effetti speciali. Per questa ragione insisto sempre molto nell'essere cauti ad avvicinarsi ad un lavoro con i piani sottili, quando si ha ancora molto da risolvere nel piano materiale! Un'ultima precisazione: nell'astrale troviamo tutti i livelli energetici del piano materiale come forme pensiero manifestate ... e qui si apre un altro argomento molto interessante ... nel libro "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" spiego questi temi, per chi fosse interessato ad approfondirli ulteriormente.

lunedì 28 aprile 2014

"IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" A BRESCIA


Incontro con l’Autore


PRESENTAZIONE DEL LIBRO
IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI 
Con l’Autrice
Donatella Coda Zabetta




"Il coraggio di ascoltarsi” è un libro in controtendenza che parte dal presupposto che siamo noi i principali fautori del nostro benessere e non esistono tecniche di guarigione o terapeuti in grado di risolvere i problemi che noi stessi non siamo pronti a lasciar andare. Il libro valorizza l’importanza di un lavoro consapevole su se stessi che, grazie alla comprensione, induca a
un’analisi oggettiva del proprio vissuto e favorisca il raggiungimento di un equilibrio interiore. 
Attraverso esempi pratici di vita vissuta la comprensione dell’insorgenza di determinati stati d’animo e della loro manifestazione risulta facilitata: altrettanto interessante diviene seguirne la dinamica e acquisire la consapevolezza di avere il potere di cambiarla, per vivere le situazioni quotidiane che ci mettono in difficoltà con un minore impatto emotivo. Le emozioni, soprattutto se fuori controllo, sono fonte di grande sofferenza e instabilità: imparare a non lasciarsene travolgere è determinante per il proprio benessere e attraverso esercizi molto semplici, alla portata di tutti, il libro accompagna il lettore in un percorso personale di autoanalisi volto a stimolare reazioni consapevoli.
Il testo è arricchito dalle canalizzazioni dei Maestri della Gerarchia Spirituale che hanno accompagnato, con i loro insegnamenti, i passaggi evolutivi dell’Autrice.

Donatella Coda Zabetta
Laureata in Scienze Naturali, ha seguito corsi di Massaggio antistress, di Tuina e di Onodidat- tica-Onoterapia (Educazione e terapia con asini). Dopo essere stata amministratore delegato e presidente della sede italiana di una ditta australiana che si occupa di importazione di lane, ha fondato a Cigliano (VC) un’associazione senza scopo di lucro denominata “Centro per lo Sviluppo Evolutivo dell’Uomo”, con l’intento di promuovere attività socio-culturali e sportive volte al benessere psico-fisico dell’individuo. Vive a Vercelli.

VENERDI’ 9 MAGGIO - ORE 18,00 INGRESSO LIBERO

PRESSO:
LIBRERIA IL VELO DI MAYA
Via Rodi, 73 - BRESCIA
Tel. 030-220352 - info@ilvelodimaya.it 

LA MEDIANITA'

Estratto da "Il mondo magico di Paracelso" di Franz Hartmann:

"Vi sono tre classi distinte di medianità: medianità meccanica, in cui le forze fisiche del medium sono usate da influenze estranee (ossessione, manifestazioni fisiche, ecc...): medianità emotiva, da cui le energie dell'anima del medium sono stimolate e i suoi sentimenti e i suoi pensieri esaltati (automatismo parlante e scrittura automatica); medianità spirituale, in cui la sapienza si manifesta attraverso l'uomo trascendentalmente cosciente (estasi, illuminazione)."


Oggi ho scelto di trattare un argomento particolare, che mi appartiene profondamente. La medianità spontanea è qualcosa con cui ho dovuto dapprima fare i conti, vivendola come una condanna, per poi arrivare a realizzare il grande dono di questa capacità. In effetti esistono diversi tipi di medianità e la mia  si è manifestata in modo dirompente quando ho partecipato ad un corso di scrittura automatica. Ovviamente questo evento ha solo spalancato le porte ad un fiume in piena che giaceva latente da sempre al mio interno. Inconsapevolmente avevo utilizzato spesso, nella mia infanzia e adolescenza, la medianità, per viaggiare con la fantasia in dimensioni diverse dalla fisicità (scoprii solo successivamente che si trattava di viaggi astrali e che il vuoto mentale che adottavo per estraniarmi dalle situazioni era meditazione!). Questo fiume in piena travolse la mia vita in modo impetuoso e mi lasciò fortemente destabilizzata: vedevo e sentivo cose che gli altri non vedevano o sentivano.  Non potevo negare che quelle esperienze fossero per me estremamente precise, come se vissute nella realtà di ogni giorno. Imparai a gestirle con grande fatica, non le condivisi (c'era qualcosa dentro di me che mi frenava dal farlo), ma le utilizzai per scrivere e trovare le risposte esistenziali che da sempre mi attanagliavano (il significato della vita, il suo scopo, la comprensione dell'esistenza di dolore e  malattia, della morte, di altre vite - avevo frammentari ricordi di vite precedenti e non potevo anche in questo caso negare il mio sentire -  e domande più tecniche relative proprio al mio vissuto in altre dimensioni ...). La scrittura avveniva in totale inconsapevolezza e solo dopo anni di meditazione compresi che attingevo quelle informazioni dal piano astrale (non immaginavo ci fossero altri piani vibrazionali ...). Furono necessari un immenso lavoro su me stessa  (per scandagliare il mio essere in profondità, per comprendere le mie paure e debolezze ed accettarmi con totalità) ed interi anni di meditazione prima di arrivare a scoprire  il piano vibrazionale superiore all'astrale: il piano Coscienziale. Dovetti abituare il mio  corpo fisico gradualmente e con infinita pazienza per potervi accedere e la mia medianità si trasformò in una meditazione consapevole, fonte di importanti insegnamenti. Nel libro "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" condivido la mia esperienza e questi stessi insegnamenti . 

domenica 27 aprile 2014

L'UOMO E LA NATURA

Estratto da "Il mondo magico di Paracelso" di Franz Hartmann:

"La luce della Natura è una luce che viene dallo Spirito. E' nell'uomo: nasce con l'uomo e cresce con lui. Vi sono persone che vivono in questa luce interiore, ma la vita degli altri è centrata nei loro istinti animali, ed essi brancolano nell'oscurità e nell'errore.Vi sono alcuni che scrivono con maggior sapienza che non posseggano, ma è la sapienza che scrive attraverso di essi; perché l'uomo non ha una sapienza sua propria; egli può solo venire in contatto con la sapienza attraverso la luce della Natura che è in lui."


E' un concetto molto distante da quello a cui siamo abituati. Il realizzare che la sapienza non abbia origine da anni di studi e ricerche, ma che possa prendere forma dalla manifestazione della Luce interiore presente in ognuno di noi, rende gli uomini assolutamente liberi di realizzarsi al di là delle possibilità materiali individuali. Il lavoro su se stessi è infatti accessibile a tutti indifferentemente. Condivido profondamente queste parole: ho ricevuto gli insegnamenti e le intuizioni più importanti proprio grazie  ad una meditazione consapevole in grado di mettermi in contatto con la Luce della Natura che è in me.

venerdì 25 aprile 2014

RACCOGLIAMO I FRUTTI DI CIO' CHE ABBIAMO SEMINATO

Raramente ci soffermiamo a pensare a quanto i nostri atteggiamenti e le nostre abitudini mentali abbiano un impatto determinante sul nostro benessere.

Immaginiamo di passare un periodo doloroso e di tendere naturalmente a chiuderci in noi stessi e nella nostra tristezza; gradualmente il nostro corpo specchierà il nostro stato: le spalle si incurveranno, lasciando poco spazio all'apertura toracica e conseguentemente il nostro respiro diverrà sempre più corto. La nostra mancata apertura alla vita diverrà evidente nelle nostre inspirazioni (ricevo) ed espirazioni (dono) contratte. Le barriere che innalzeremo a difesa dal mondo esterno saranno sempre più spesse e non faranno che acuire il nostro senso di isolamento e sofferenza. Non predisponendoci all'altro, accentueremo sempre più il tunnel buio del nostro dolore. Ci sentiremo incompresi, soli e sempre più tristi. Il cuore percepirà profondamente il nostro disagio iniziando a perder colpi.

O immaginiamo di essere sempre arrabbiati. La rabbia è un'emozione fortemente distruttiva che ci corrode interiormente, lasciando poco spazio all'amore per sé stessi e per gli altri. Anche in questo caso costruiremo barriere importanti per difenderci dagli altri, in quanto il nostro comportamento aggressivo non farà che attirare rabbia a sua volta. In realtà staremo inconsapevolmente innalzando barriere per difenderci da noi stessi con il deludente risultato che non faremo che stipare ancora più rabbia in uno spazio ristretto. Saremo spesso di pessimo umore, ogni evento sarà vissuto con un approccio negativo e la nostra pressione salirà rendendoci bombe innescate pronte ad esplodere. Ogni situazione potrebbe facilmente trasformarsi nello stimolo perfetto a scatenare la nostra ira. Potremo convincerci che manifestando la nostra rabbia riusciremo a liberarcene, ma non funziona così. Il processo del lasciar andare è molto differente da quello del tirar fuori con violenza qualcosa che ci appartiene (quest'ultima attitudine non farà che potenziare la nostra rabbia latente). Saremo sempre carichi di tensione e passeremo il tempo a rimuginare e a rielaborare il vissuto all'ombra della nostra rabbia. La nostra mente andrà a mille rendendoci la vita un inferno.

O immaginiamo di voler tenere tutto sotto controllo. Anche il più piccolo turbamento relativo ai programmi fatti avrà il potere di destabilizzarci, acuendo la nostra insicurezza e determinando un attaccamento sempre più forte al desiderio di controllare tutto e tutti. Vivremo nella perenne illusione di poter incanalare la vita nei binari prefissati delle nostre abitudini e  aspettative. E le contrarietà che inevitabilmente interverranno a confermarci come questo non sia possibile, ci renderanno sempre più rigidi e meno flessibili. Farà la sua comparsa il mal di schiena (ci sentiremo sovrastati dalle responsabilità e dall'incapacità a farne fronte) per via della tensione accumulata. Le nostre spalle saranno perennemente contratte e il lasciarsi andare a momenti di rilassamento risulterà sempre più difficile. La mente sarà stracolma di pensieri tesi ad architettare piani sempre più sofisticati per riacquistare il controllo della situazione e il mal di stomaco farà la sua comparsa a ricordarci il nostro rifiuto ad accettare la realtà delle cose in movimento. Tenderemo così insistentemente a trasformare tutto in un blocco di marmo statico e controllabile, da divenirlo noi stessi.

La scienza neurologica ha dimostrato come il mantenere uno stato di disagio per diversi mesi consecutivi indurrà il nostro corpo a stabilizzarsi su di un nuovo equilibrio basato sul malessere presente: questo significa che lo stare male (respiro contratto, rigidità, tensioni, mal di schiena, mal di stomaco, mal di testa...) diverrà la normalità. Ci abitueremo cioè a convivere con il nostro malessere dimenticandoci gradatamente di quanto una situazione di benessere fosse differente da quello che proviamo. Ogni tanto il disagio sarà più intenso (il nostro corpo non smetterà mai di inviarci segnali tesi a renderci consapevoli di qualcosa che non sta funzionando nella direzione dell'armonia con noi stessi ...) e diverrà un'abitudine la pillola per il mal di stomaco, per la cefalea, per il mal di schiena ... trasformeremo gradatamente la nostra vita in una galoppata per correre ai ripari dai malesseri che continueranno a comparire (per il nostro bene!!!) e in una lamentela continua tesa a evidenziare il nostro ruolo di vittime sacrificali all'interno di una società che non ci comprende e non sa che farci star male.
E raccoglieremo i frutti di ciò che abbiamo seminato.




giovedì 24 aprile 2014

L'UOMO E LA CROCE

Oggi pubblico un estratto un po' più complesso del solito ... portate pazienza, ma non posso farne a meno... quest'immagine della croce è bellissima ...

Da "IL MONDO MAGICO DI PARACELSO" di Franz Hartmann:

"Ogni cosa in natura ha un triplice aspetto. Il più alto aspetto dell'alchimia è la rigenerazione dell'uomo nello spirito di Dio dagli elementi materiali del suo corpo fisico. Il corpo fisico stesso è il massimo dei misteri perché in esso sono contenute in uno stato condensato, solidificato e corporeo le essenze stesse che costituiscono le sostanze dell'uomo spirituale, e questo è il segreto della "Pietra filosofale". Il segno in cui il vero alchimista  opera è la Croce, perché l'uomo, stando eretto tra i suoi fratelli del regno animale, è radicato nella terra con i suoi elementi materiali, penetra con la sua anima nelle forze elementari della natura, e questo fa che la sua natura umana soffra e muoia, ma la sua più alta natura (la sua testa) si eleva sopra la creazione animale nella pura atmosfera del cielo."


Quando si sente parlare di alchimia si pensa quasi subito alla trasformazione del vile metallo in oro.
Dal dizionario Treccani  la definizione di Alchimia:
Arte, nata nell’ambiente ellenistico dell’Egitto nel 1° sec. d. C., che si proponeva la manipolazione e trasformazione dei metalli, e in partic. la loro possibile trasmutazione in oro o in rimedî per il prolungamento della vita. Dall’alchimia, coltivata durante tutto il medioevo e l’inizio dell’età moderna, fino al sec. 17°, ha avuto gradualmente sviluppo la chimica. 
Paracelso parla di trasformazione alchemica dell'uomo. Macrocosmo e Microcosmo sono per Paracelso una cosa sola nella costituzione dei loro elementi e, quindi, tutti i poteri dell'universo sono potenzialmente contenuti nell'uomo.
La vera trasformazione consiste nel mettere radici, percepire la propria appartenenza al mondo naturale e alla sua caducità, ma allo stesso tempo essere consapevoli della propria appartenenza divina e eterna. So che oggi sono stata complicata ... cerchiamo di semplificare: abbiamo un corpo materiale e tangibile (radici), un'anima (lo strumento atto a permettere l'unione del livello vibrazionale della fisicità a quello spirituale) e una natura spirituale (divina).
Nel mio libro : "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" dedico un capitolo a "Spirito e materia" ed un altro ad "Anima e Coscienza" approfondendo la natura dell'Uomo nella sua totalità. Pur trattandosi di un argomento molto complesso, ho cercato di fare del mio meglio per renderlo semplice ed accessibile. Tutto questo è di una bellezza immensa: ci tenevo a condividerlo.

martedì 22 aprile 2014

LA VIA DEL CUORE


Cara Anima di Luce,
la percezione acquisisce brillantezza quando all’apertura di cuore  si unisce la larghezza di vedute grazie ad un più alto livello di consapevolezza. La visione della realtà è molto più variegata, in quanto non è strettamente legata ai nostri schemi e alle nostre dinamiche.  Questo permette purezza di ascolto e parole di Luce, tese a rischiarare la confusione legata alla materialità e alla mente. Ci si pone in ascolto con semplicità e con spontaneità si interviene illuminando, con poche parole, un vissuto doloroso e poco comprensibile. La pesantezza del giudizio è assente e questo consente l’alleggerimento della sofferenza attraverso la Luce dell’amore e della comprensione. L’empatia che si crea è canale di Luce e genera accoglienza e disponibilità all’apertura. Solo attraverso l’amore è possibile giungere al cuore di chi ci è di fronte e comprenderne i segreti. L’amore apre tutte le porte con dolcezza. I traumi vengono ridimensionati, il dolore rielaborato, la paura compresa e dominata. Non vi è pesantezza in tutto questo processo, apparentemente molto gravoso,  ma la leggerezza del cuore e dell’amore.
Questa è la via del cuore verso l’illuminazione.
Con infinito amore

I Maestri della Gerarchia Spirituale


L'incomprensione è, purtroppo, la base di molte relazioni. Manca un'apertura di cuore tesa all'ascolto, in quanto siamo spesso troppo centrati su noi stessi: l'altro diviene quasi invisibile ai nostri occhi in una relazione disinteressata. A creare un'ulteriore barriera sono gli schemi mentali che ci inducono a catalogare la realtà che ci circonda sulla base delle nostre convinzioni di "giusto" e "sbagliato". Diviene quasi impossibile, con questi presupposti, instaurare un dialogo costruttivo: il giudizio è una lama tagliente che ferisce e ci ferisce. La via del cuore non giudica, ma accetta l'altro per quello che è : l'empatia apre le porte ad una relazione di accoglienza e amore. L'altro diviene uno specchio delle nostre stesse debolezze e paure, della nostra stessa sofferenza e ci pone di fronte alla nostra umanità con dolcezza, se riusciamo a restare centrati nel cuore. Se, al contrario, osserviamo l'altro con la mente, inevitabilmente emergerà la sofferenza generata dalla risonanza con le debolezze e paure che ci appartengono: creeremo inconsciamente delle barriere di difesa e perderemo la possibilità di imparare quell'umiltà così necessaria ad un ascolto empatico. 

CONOSCERSI E SAPERSI ASCOLTARE

Estratto da "IL MONDO MAGICO DI PARACELSO" di Franz Hartmann - edito da Mediterranee:

"Perché l'uomo ha bisogno di mangiare, di bere e di respirare se non perché è correlato con gli elementi della terra, dell'acqua e dell'aria, e deve attrarre queste cose alla sua costituzione? Perché ha bisogno di calore se non perché è correlato all'elemento del fuoco e non può farne a meno? Tutti questi elementi possono produrre malattie. Non vi è malattia negli elementi, ma la malattia parte dai centri. L'origine delle malattie è nell'uomo e non fuori di esso; ma le influenze esterne agiscono sull'intimo e fanno sviluppare le malattie. Un medico che non sappia nulla di Cosmologia saprà ben poco sulle malattie. Egli dovrebbe conoscere quello che esiste nel cielo e sulla terra, quello che vive nei quattro elementi  e come essi agiscono sull'uomo; in breve egli dovrebbe conoscere quello che l'uomo è, la sua origine e la sua costituzione; dovrebbe conoscere l'uomo nella sua interezza  e non solo la sua forma esterna. Se l'uomo possedesse una perfetta conoscenza di se stesso, non avrebbe alcun bisogno di ammalarsi".



Questo estratto offre innumerevoli spunti di riflessione e nella giornata mondiale dedicata alla Terra diviene quanto mai importante realizzare quanto la Terra sia parte di noi e l'averne cura sia determinante per il nostro stesso benessere. 
In un periodo storico che ci ha abituati a muoverci in automatico, dedicando ben poco spazio all'ascolto e alla conoscenza di noi stessi, è evidente si sia persa sensibilità verso il mondo che ci circonda. 
Ogni cosa viene valorizzata solamente in base alla sua utilità e al vantaggio che ne può derivare. Questa attitudine, oltre ad aver disumanizzato l'uomo, l'ha reso indifferente di fronte ai grandi disastri ecologici e all'inquinamento, l'ha abituato ad uno scarso rispetto verso gli ambienti naturali e gli animali e l'ha reso schiavo delle sue esigenze. 
Nell'inconsapevolezza più totale stiamo, a poco a poco, distruggendo il nostro bene più prezioso, la nostra fonte di vita. Solo una presa di Coscienza da parte di ciascuno di noi potrà offrire un approccio più consapevole, in grado di ripristinare quell'armonia naturale determinata dallo stare bene con se stessi e con il mondo.

lunedì 21 aprile 2014

PERCHE' E' COSI' DIFFICILE ESSERE SE' STESSI?

Perché difficilmente ci accettiamo per come siamo.
Siamo spesso molto critici nei confronti di noi stessi (come lo siamo inevitabilmente con gli altri): fisicamente abbiamo quel difettuccio così fastidioso da balzare ai nostri occhi continuamente ... psicologicamente viviamo male le nostre paure e debolezze ... 
Siamo abituati a confrontarci continuamente, a perseguire modelli considerati socialmente "di successo", a identificarci con i ruoli che rivestiamo fino a  dimenticare chi siamo veramente. 
Non accettandoci ricerchiamo con forsennato impegno l'accettazione degli altri, disperdendo tutte le nostre energie nel soddisfare le mille aspettative di chi vogliamo ci accolga. E viviamo nell'illusione che questo sia possibile, accumulando delusioni e frustrazione  nella convinzione sempre più radicata di essere "sbagliati".  Vogliamo conformarci perché la società ci ha indotto a "giudicare" la diversità, dimenticando che l'unicità individuale è la vera ricchezza dell'uomo. E così passiamo la vita a rincorrere immagini e consensi per sentirci realizzati e non facciamo altro che allontanarci dalla nostra essenza.
La realizzazione nasce dall'accettazione della propria totalità, in quanto solo in questo modo raggiungeremo quell'armonia interiore capace di donarci serenità e benessere.




IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI a BERGAMO

Presentazione dei libro:


alla FIERA DEI LIBRAI

SENTIERONE
24121 BERGAMO

25 Aprile 2014
ore 16,00



LEGGEREZZA E CENTRATURA


Cara Anima di Luce,
la leggerezza si acquisisce attraverso le prove del vissuto. Quando si è sottoposti alle paure o alle debolezze, la presenza deve essere totale. Si rischia, altrimenti, di essere soffocati dai dubbi della mente e di perdere oggettività.
Inevitabilmente, le insicurezze riemergono, portando scompenso e disequilibrio. La consapevolezza deve agire da ancora e mantenere la centratura sul cuore, senza permettere alla mente di interferire. 
E’ semplice pensare o credere di essere centrati: nelle prove si realizza la presenza e la sua forza. Nell’inalterabilità dell’essere e nella leggerezza del pensiero si evidenziano le caratteristiche della centratura. Se ci si muove come canne al vento, seguendo il flusso degli eventi senza esserne turbati, si realizza la flessibilità dell’apertura del cuore e la sua manifestazione. 
Rimani leggera e vibra con il cuore. La mente è cattiva consigliera e apportatrice di instabilità. 
Il cuore riconosce la correttezza dell’operato attraverso la Luce che emana. Non bada a spese né ai limiti della materialità: alla Luce del cuore solo l’amore ha significato. 
Condividi e mantieni leggerezza e centratura.
Con infinito amore.

I Maestri della Gerarchia Spirituale


Nel percorso verso la consapevolezza acquisire centratura è uno dei traguardi più importanti nella direzione del benessere. Inevitabilmente la quotidianità ci sottopone a situazioni destabilizzanti o ad eventi che entrano in risonanza con le nostre paure e debolezze. La centratura ci permette di viverli con distacco e in apertura di cuore. Proprio nei momenti più difficili possiamo verificare la nostra centratura e lavorarci profondamente: l'ascolto del corpo, così come il respiro, ci possono essere di grande aiuto riportandoci ad una percezione oggettiva della situazione. 
Le difficoltà acquisiscono, quindi, un valore esperienziale determinante per un continuo lavoro consapevole basato su pazienza e disciplina.

domenica 20 aprile 2014

LIBERTA' E TRASFORMAZIONE


Cara Anima di Luce, scrivi.

L’operosità trova attuazione allorquando il sistema è pronto a recepirne la valenza. E’ inutile proporre le perle a chi non è pronto, in quanto se ne si svilirebbe il valore. Tutto deve procedere secondo i veri dettami del Piano. Non si può aspirare alla purificazione senza rilasciare tutto ciò che vincola l’essere alla materialità e non lo lascia libero nell’espressione e nell’autorealizzazione. La crescita è anche rinuncia per andare oltre, per trascendere l’umano desiderio di appartenenza e di proprietà. Nulla può intercedere a interrompere un processo di evoluzione nel suo svolgimento. La preparazione all’ascesa è svincolo totale e disinteressato. Non serve la mente con le sue dinamiche, tese a minare alla base ogni percorso con paure e paranoie inutili. Occorre andare oltre e trascendere ciò che vincola i movimenti. Lascia andare e sii libera. Lascia andare e respira vento di rinnovamento e libertà. Lascia andare e osserva lo svolgersi degli eventi da spettatore disinteressato. La purezza dell’azione nasce proprio dal disinteresse e dal distacco. Non vuoi nulla, non desideri nulla di ciò che è stato sporcato da tanta avidità. Non ti appartiene. Solo la libertà e la purezza ti appartengono e sono valori per te irrinunciabili. Lascia andare e sii fiera di quello che sei, della tua unicità. Solo così nulla potrà toccarti.

Con infinito amore.

I Maestri della Gerarchia Spirituale


In questo giorno la volontà di rinascita dell'uomo è quasi tangibile. Il riconoscimento della sua essenza immortale diviene il tema dominante dell'antico messaggio. A ricordare all'uomo la sua totalità e la necessità di un'integrazione delle energie che lo compongono per giungere alla realizzazione di sè. 
E' un percorso di trasformazione volto a trovare un punto d'incontro tra l'energia vibrazionale della materia fisica e quella più sottile della sua natura spirituale. Un percorso teso a rendere il cuore il direttore d'orchestra della mente. Una graduale trasformazione a riconoscere che volare in libertà è possibile,  quando si è pronti ad abbandonare il bozzolo della convinzione che la fisicità sia l'unica realtà possibile.
E rinascita sia ... per tutti quelli che sono pronti a volare e per chi si sta preparando a farlo, per tutti quelli che non credono al volo e per coloro che  hanno smesso di crederci, per tutti quelli che hanno paura a spiegare le ali e per coloro che hanno paura a lasciar andare gli attaccamenti, per tutti quelli che sono stanchi e disillusi, malati e sofferenti, per tutti quelli che hanno fede e per quelli che non ne hanno mai avuta ... Non è mai tardi per imparare a volare ...
E per tutti quelli che in questo momento volano ... che la rinascita sia ritrovare casa nell'antico stormo di appartenenza e segnare la via affinché altri possano unirsi nella libertà dell'Uno.