martedì 22 aprile 2014

LA VIA DEL CUORE


Cara Anima di Luce,
la percezione acquisisce brillantezza quando all’apertura di cuore  si unisce la larghezza di vedute grazie ad un più alto livello di consapevolezza. La visione della realtà è molto più variegata, in quanto non è strettamente legata ai nostri schemi e alle nostre dinamiche.  Questo permette purezza di ascolto e parole di Luce, tese a rischiarare la confusione legata alla materialità e alla mente. Ci si pone in ascolto con semplicità e con spontaneità si interviene illuminando, con poche parole, un vissuto doloroso e poco comprensibile. La pesantezza del giudizio è assente e questo consente l’alleggerimento della sofferenza attraverso la Luce dell’amore e della comprensione. L’empatia che si crea è canale di Luce e genera accoglienza e disponibilità all’apertura. Solo attraverso l’amore è possibile giungere al cuore di chi ci è di fronte e comprenderne i segreti. L’amore apre tutte le porte con dolcezza. I traumi vengono ridimensionati, il dolore rielaborato, la paura compresa e dominata. Non vi è pesantezza in tutto questo processo, apparentemente molto gravoso,  ma la leggerezza del cuore e dell’amore.
Questa è la via del cuore verso l’illuminazione.
Con infinito amore

I Maestri della Gerarchia Spirituale


L'incomprensione è, purtroppo, la base di molte relazioni. Manca un'apertura di cuore tesa all'ascolto, in quanto siamo spesso troppo centrati su noi stessi: l'altro diviene quasi invisibile ai nostri occhi in una relazione disinteressata. A creare un'ulteriore barriera sono gli schemi mentali che ci inducono a catalogare la realtà che ci circonda sulla base delle nostre convinzioni di "giusto" e "sbagliato". Diviene quasi impossibile, con questi presupposti, instaurare un dialogo costruttivo: il giudizio è una lama tagliente che ferisce e ci ferisce. La via del cuore non giudica, ma accetta l'altro per quello che è : l'empatia apre le porte ad una relazione di accoglienza e amore. L'altro diviene uno specchio delle nostre stesse debolezze e paure, della nostra stessa sofferenza e ci pone di fronte alla nostra umanità con dolcezza, se riusciamo a restare centrati nel cuore. Se, al contrario, osserviamo l'altro con la mente, inevitabilmente emergerà la sofferenza generata dalla risonanza con le debolezze e paure che ci appartengono: creeremo inconsciamente delle barriere di difesa e perderemo la possibilità di imparare quell'umiltà così necessaria ad un ascolto empatico. 

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