lunedì 28 luglio 2014

LIBERAZIONE O RIMPIANTO?

Estratto da "Ricordi, sogni, riflessioni" di C. G. Jung:

"Secondo me non vi è una liberazione à tout prix. Non posso liberarmi di qualcosa che ancora non posseggo, o non ho fatto o vissuto. La vera liberazione è possibile solo quando ho fatto tutto ciò che potevo fare, quando mi sono completamente dedicato a una cosa e ho partecipato a essa al massimo. Se mi sottraggo alla partecipazione, sto amputando, in certo qual modo, la parte corrispondente della mia anima. Naturalmente, può accadere che la partecipazione mi costi troppo e ci possono essere buone ragioni per non abbandonarsi a una data esperienza. Ma allora sono costretto a confessare la mia impotenza, e a riconoscere che forse ho trascurato di fare qualcosa di vitale importanza  e che non ho adempiuto a un compito. In tal modo compenso la mancanza di un atto positivo con un chiaro riconoscimento della mia incompetenza. 
Un uomo che non è passato attraverso l'inferno delle passioni non le ha mai superate: esse continuano a dimorare nella casa vicina, e in qualsiasi momento può guizzarne una fiamma che può dar fuoco alla sua stessa casa. Se rinunciamo a troppe cose, se ce le lasciamo indietro, e quasi le dimentichiamo, c'è il pericolo che ciò a cui abbiamo rinunciato o che ci siamo lasciati dietro alle spalle, ritorni con raddoppiata violenza".


Condivido profondamente queste parole di Jung. Siamo spesso legati a schemi riguardanti quello che si deve o non si deve fare e spesse volte rinunciamo ad interessanti esperienze per abitudine, per chiusura mentale o per appagare un'immagine che ci appartiene così profondamente da farci dimenticare chi siamo. Ogni esperienza segna un nostro momento di maturazione e crescita. Dolorosa o di gioia che sia. A volte non ci sentiamo all'altezza dell'esperienza ed è importante riconoscere i nostri limiti imparando l'umiltà. Altre volte l'esperienza che stiamo portando avanti non ci dona più il benessere per cui l'abbiamo scelta: è fondamentale trovare il coraggio di lasciarla andare. Proprio attraverso questi passaggi della quotidianità abbiamo la possibilità di conoscerci meglio, di metterci in gioco e di rimetterci in discussione. In fondo il viaggio è la vita stessa, con i suoi percorsi in salita alternati alle discese ed è bello assaporarne con intensità ogni momento!

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