venerdì 4 luglio 2014

PERCHE' CI PRENDIAMO TROPPO SUL SERIO?

Estratto da "Il Libro Rosso" di Jung:

"Se altri mi deridono, nondimeno sono loro a far questo, e a loro posso dare la colpa, dimenticando così di deridermi da solo. Ma chi non è capace di fare dell'ironia su se stesso diverrà lo zimbello di altri. Allora accetta anche di fare dell'ironia su te stesso affinché scompaia da te ogni aspetto divino ed eroico e tu divenga interamente e soltanto umano. Il tuo lato divino ed eroico muove a derisione l'Altro in te. Per amore dell'Altro in te, deponi il tuo ruolo di personaggio ammirato che finora hai recitato davanti a te stesso, e diventa quello che sei."


Oggi ho scelto di essere provocatoria, toccando un tasto che personalmente mi ha dato tantissimo filo da torcere. La serietà. E quindi la rigidità ad essa strettamente collegata.
Per gran parte della mia vita, infatti, ho seguito i modelli che mi sono stati trasmessi dall'educazione, dalla società e dalla religione, dove  il concetto di "giusto" e "sbagliato" impera e detta legge. Ovviamente un'attitudine di questo tipo non ha potuto che rendermi feroce giudice di me stessa in primis e degli altri conseguentemente. Ecco la sensibilità trasformarsi in vulnerabilità, la diversità e l'anticonformismo in emarginazione, la mancanza di ambizione in fallimento ... e via di seguito. Inutile dire che vivevo molto male questa situazione e ad un certo punto il dolore fu talmente grande che rimisi tutto in discussione. E imparai ad accettarmi per quello che ero. Assaporai immediatamente la flessibilità e la leggerezza dell'accettazione. Imparai a lasciar andare ruoli ed aspettative e a sorridere alla vita. Imparai l'importanza dell'ironia e del distacco grazie alla consapevolezza. 
E ricevetti un dono magnifico: la libertà dell'essere.

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