martedì 5 agosto 2014

FRENESIA


Stamattina mi sono svegliata con questa parola in testa e ho scelto di meditarci sopra. 
La frenesia è divenuta, purtroppo, una compagna fedele della nostra quotidianità: apriamo gli occhi e la nostra mente (interessante la derivazione - dal lat. mediev. phrenesia, lat. class. phrenēsis, gr. ϕρένησις, der. diϕρήν ϕρενός «mente»!) va già a mille snocciolando a raffica gli impegni della giornata. Posiamo i piedi per terra e iniziamo a correre "freneticamente" rinunciando inconsapevolmente ad assaporare il gusto della vita. E via di automatismi, guardiamo l'ora ed è già mezzogiorno. E diventiamo ancora più "frenetici". Tanto che al termine della giornata lavorativa questa frenesia è parte integrante del nostro essere e per non continuare a correre stacchiamo la mente sprofondandoci in qualcosa che stoppi il flusso dilagante dei pensieri. Magari è anche qualcosa che ci piace molto, ma la finalità con cui ci avviciniamo all'attività scacciapensieri non ci permette di godercela fino in fondo. 
Forse si potrebbe pensare che stia esagerando ... e forse per sfida l'ho fatto ... ma esiste una verifica molto semplice per verificare lo stato di frenesia individuale: sono capace di sedermi e rilassarmi senza fare nulla anche solo per 10 minuti ogni giorno? La mente cessa di pormi davanti agli occhi le cose non fatte, i problemi irrisolti, le paturnie giornaliere ... anche solo per 10 minuti ogni giorno?
Il divenirne consapevoli è il primo passo verso il cambiamento.




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