lunedì 25 agosto 2014

INFINITAMENTE SOLI

La solitudine è una rosa del deserto. 
Non il minerale a cui facilmente si pensa, ma il meno conosciuto Adenium obesum, una pianta con base rigonfia, formata sia dalle radici che dal fusto, con il compito di immagazzinare l'acqua. E con bellissimi fiori di colore rosa, bianchi o cremisi con  margini esterni più scuri. I fiori sono seguiti da frutti verdi bilobati.
Questa piantina cresce nei luoghi più inospitali del pianeta: i deserti. In solitudine. E' longeva e resistente alla siccità. E' di una bellezza e di una ricchezza strepitosa.
Mi ricorda l'uomo, nel suo solitario percorso verso la consapevolezza. Deve attingere dentro di sè la forza e la flessibilità per affrontare i vari passaggi. Tutto è già presente in lui. Le sue salde radici e l'accoglienza di Madre Terra sono il fondamento della sua crescita verso il Sole, il Padre. Terra e Sole gli appartengono profondamente. Deve solo riscoprirli all'interno di sè per poter fiorire manifestando la perfezione della sua essenza e fruttificare condividendo i doni della sua realizzazione nella realtà materiale.
Questo cammino, chiamato vita, è un'esperienza meravigliosa.
La solitudine ne è un corollario importantissimo: la crescita e la maturazione possono dispiegarsi solo interiormente.
Senza disperdere energie all'esterno alla ricerca di conferme o di tentativi tesi al soddisfacimento di infinite aspettative. 
Solo lasciando cadere l'illusione, si manifesta la libertà dell'essere nella sua pienezza. 





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