giovedì 14 agosto 2014

ROBIN WILLIAMS

A volte si leggono notizie che ci lasciano tristi e confusi. Notizie con il potere di ribaltare miriadi di schemi mentali e convinzioni. La morte di Robin Williams è una di queste. Un attore formidabile, con la capacità di vivere il personaggio con una tale intensità da renderlo reale. Un attore famoso, di successo. Chi lo ha conosciuto grazie al suo lavoro non può che custodirne un ricordo speciale nel cuore: sia per la bravura nella recitazione che per i ruoli che ha scelto di ricoprire in carriera. Ruoli importanti, in grado di trasmettere messaggi importanti. 
Secondo i parametri del materialismo imperante la domanda più scontata è stata proprio quella volta a comprendere cosa mancasse ad un uomo di così grande successo per essere felice. 
La risposta è diretta e senza fronzoli: potere, fama, successo e ricchezza materiale non regalano la felicità. Crolla l'illusione dei nostri tempi, caratterizzati dalla frenetica corsa verso l'avere sempre di più, instancabilmente.
Per quanto mi riguarda, a lasciarmi destabilizzata è stata la scelta di farla finita. Ovviamente non conoscevo la persona, ma l'attore Robin Williams e i suoi ruoli. Forse erroneamente, ma credo che   a legare insieme recitazione e copioni sia stata una profonda sensibilità dell'uomo, Robin Williams. Sensibilità che ognuno di noi ha potuto apprezzare osservandolo recitare ed ascoltandolo. Sensibilità che si è rilevata un'arma a doppio taglio nelle difficoltà della vita, rendendolo fragile, affranto ed esausto di fronte al mondo. Incapace di rammentare che era salito sulla cattedra per ricordare a se stesso che si deve sempre guardare alle cose da angolazioni diverse ... e il mondo appare diverso... Incapace di ribellarsi alla mente e ai suoi pensieri cupi per non affogare nella disperazione. Incapace di osare e di cercare nuove strade per cambiare prospettiva, per vedere la Luce alla fine del tunnel. Perché quella Luce esiste, ma perso nella sua angoscia solitaria, non è stato in grado di scorgerla. E si è arreso. Non si è arreso alla vita, ma alla morte. 
Sono riuscita a scrivere queste parole solo oggi. Non credevo di poter provare tanta tristezza. 
Passato il momento di smarrimento, vorrei dare un significato a questo gesto.
Vorrei rivolgermi a chi è triste, depresso, angosciato e si sente solo e smarrito di fronte al dolore ripetendo le splendide parole che l'attore Robin Williams ha recitato con grande intensità salendo in cattedra. Purtroppo l'uomo Robin Williams le ha dimenticate proprio nel momento in cui ne avrebbe avuto più bisogno.  
Grazie Robin per quello che hai saputo trasmettermi in vita.  
Con la tua scomparsa ho compreso che non bisogna mai arrendersi alla morte ... ma è importante trovare il coraggio di ascoltarsi e di guardare alle cose cambiando prospettiva, sempre, e soprattutto nel dolore... per imparare ad arrendersi sì, ma alla vita. 
Perché proprio nel cuore è racchiusa quella Luce così importante, quella che indica la fine del tunnel e rappresenta l'amore: lo hai cercato disperatamente fuori di te, dimenticando che l'amore più completo è quello verso se stessi.



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