venerdì 5 dicembre 2014

LA RESA ALL'AMORE

Estratto da "Arrendersi al corpo" di Alexander Lowen:

"Quasi tutti hanno sperimentato la gioia di essere innamorati in un certo momento della loro vita. L'amore è stato descritto come il sentimento più grande e più dolce, come il mistero che dà alla vita il suo significato più ricco. Ma è anche visto come la fonte della nostra sofferenza più intensa, quando l'amore che proviamo è rifiutato o perduto. Ciò è comprensibile, in quanto amore significa un legame vitale con una fonte di vita e gioia, sia essa un individuo, una comunità, la natura, l'universo o Dio. La rottura di questo legame viene quindi vissuta come una minaccia contro la vita: dato che l'amore è anche apertura ed espansione del sé fino a includere il mondo, la perdita dell'amore sfocia in una contrazione in una chiusura che sono dolorose tanto quanto l'amore era felicità. ... Sfortunatamente questa condizione spesso dura molto più a lungo della gioia d'amore, perché l'individuo ha paura di aprirsi e disporsi nuovamente alla ricerca dell'amore. Nel cuore rimane un desiderio d'amore, ma non può essere soddisfatto fino a quando persiste la paura della perdita o del rifiuto."


Nel libro "Il coraggio di ascoltarsi" ho ritenuto importante parlare di amore cieco e amore puro, in quanto questa differenza è fondamentale per comprendere quanto aspettative, giudizi e schemi mentali possano condizionare il nostro modo di manifestare o aprirci all'amore. La sofferenza di cui parla Lowen è determinata dai nostri attaccamenti, dalle nostre debolezze, dai nostri vuoti interiori e dalle nostre paure. Quando ci apriamo alla vita in modo non equilibrato, soffrire ne sarà la naturale conseguenza. La perdita e il rifiuto avranno un impatto dirompente su di noi. 
Il dolore creerà inevitabilmente grandi barriere intorno a noi e  ci precluderemo la possibilità di continuare ad amare per paura di soffrire. Rinunceremo alla gioia, scegliendo il blocco di una situazione più tranquilla perché chiusa ad ogni tipo di sentimento. Accetteremo di pagare un prezzo molto alto per paura di rimetterci in gioco. Sì, perché di questo si tratta. Le situazioni che ci troviamo a vivere rispecchiano profondamente la nostra energia. La sofferenza che ne deriva deve essere accolta come fonte di crescita e non come una condanna. E' necessaria grande umiltà per accettare che il dolore provato dipenda da noi. Il lavoro consapevole che scaturirà da un'esperienza di dolore sarà un supporto determinante per la nostra crescita e ci permetterà di essere sempre più equilibrati e centrati di fronte alla vita. Purtroppo quando proviamo dolore, difficilmente abbiamo la capacità di distogliere l'attenzione dalla sofferenza per cambiare prospettiva. 
Aprirsi all'amore è innanzi a tutto aprirsi all'amore verso noi stessi.

2 commenti:

  1. Mi rispecchio molto in questo articolo, anche io ho sofferto e sto soffrendo perchè mio marito mi ha lasciato e, cercando in rete mi sono imbattuta in un video che propone come alleviare la mia sofferenza. Grazie a questo video a poco a poco sto cominciando ad affrontare e eliminare le cause del mio disagio. Ritrovo le tematiche nominate in questo articolo.Per questo motivo vi consiglio questo video sulla sofferenza

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    1. Cara Chiara il link che ci hai suggerito è stato rimosso. Le esperienze dolorose lasciano profonde ferite in noi: d'altro canto la nostra crescita passa inevitabilmente attraverso il dolore. Ci pongono di fronte alle nostre debolezze, alle nostre paure e ci forniscono un ottimo spunto per divenirne consapevoli e accoglierle. Se qualcuno non mi rispetta, io stessa mi sto rispettando? Il percorso verso la consapevolezza è un meraviglioso cammino d'amore verso noi stessi.

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