venerdì 20 marzo 2015

DIMMI COME METTI I PIEDI E TI DIRO' CHI SEI

Oggi ascoltavo i miei piedi e osservavo quelli delle persone che, accanto a me, aspettavano l'uscita da scuola dei bimbi. 
I piedi rappresentano le nostre radici e come tali devono coinvolgere l'intera pianta del piede per garantire equilibrio e stabilità.
Se si mette tutto il peso sui talloni è facile sbilanciarsi all'indietro, mentre se si sta sulle punte basta poco a farci scivolare in avanti. 
Mi piace vedere nei talloni il passato: a volte si presentano crepati e induriti, come a evidenziare le tante ferite che ci portiamo dietro e che ancora ci fanno male, e le barriere costruite per difenderci. 
Quando si inizia a meditare e a fare radici, è abbastanza naturale sentirsi picchettati a livello dei talloni e percepire un disagio a livello dei polpacci. 
Il passato tiene tuttora ancorato al suo dolore il nostro presente. Deve essere elaborato e accolto.
Chi, al contrario, è sbilanciato sulle punte non ha ancora trovato il proprio spazio nel mondo, ha difficoltà a dire dei sani no e a stabilire dei limiti a garantire il proprio benessere.
Interessante osservare come le persone posizionano i piedi quando stanno ferme: è uno specchio importante del loro modo di stare al mondo.
Chi li incrocia, chi cambia continuamente posizione, chi spara le punte all'esterno, chi li tiene vicini, ma non troppo, chi mette un piede avanti all'altro...
I nostri piedi ci rappresentano, anche più di quello che possiamo immaginare.


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