lunedì 6 aprile 2015

E SE LA CRISI FAVORISSE LA CONDIVISIONE?

L'uomo nasce come essere sociale: fin dalla sua comparsa si è riunito in tribù e piccoli gruppi. 
Con lo sviluppo della coscienza, ha inizio un vero e proprio processo di individualizzazione che ha portato a valorizzare l'unicità individuale, ma allo stesso tempo ha favorito un processo separativo tale da indurre l'uomo a veder nell'altro un individuo "diverso" da sè.
Ora ci troviamo a vivere una situazione di grande instabilità a causa dell'estremizzazione di questa separazione. Guerre, odi razziali, religiosi e giudizio indiscriminato sembrano determinare il corso degli eventi. E cavarsela da soli diviene sempre più faticoso. A causa delle possibilità materiali sempre più ridotte a garantire un'esistenza dignitosa, la tendenza a unirsi in gruppi più o meno grandi sta prendendo nuovamente corpo, che si tratti di nuclei familiari allargati, cooperative, associazioni ...
Si sta manifestando anche un'esigenza di condivisione di intenti, sostenuta da una presa di coscienza più matura e evoluta. 
La crisi sta offrendo una meravigliosa opportunità, tesa a rimettere in discussione le credenze sostenute da un livello vibrazionale materiale, per aprire i portali ad una nuova consapevolezza e ad un livello vibrazionale più sottile che induca l'uomo a riconoscere attraverso la coscienza, non solo la propria individualità separativa, ma anche la propria essenza spirituale unificante, trasformando la diversità in unicità per la ricchezza dell'insieme.
Un processo di rinascita profondo che, come tutti i grandi cambiamenti di pensiero, stimola prospettive estreme per dar vita ad una scelta consapevole a disgregare i vecchi schemi mentali.
Ci vuole coraggio per rimettere tutto in discussione e cambiare prospettiva ed è necessaria grande energia per manifestare una scelta di vita al di là degli schemi.
Che questi giorni, così intensi a livello energetico, supportino il lavoro di chi è in cammino e illuminino lo sguardo di chi ancora non lo ha intrapreso.






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