martedì 14 luglio 2015

GROVIGLI PSICHICI

Quando la mente ci spinge forsennatamente in direzioni diverse senza chiarezza d'intento è il momento di drizzare le antenne. Fuga in atto. 
Quando le dinamiche inconsce emergono a scombussolare il presente, la prima reazione è scappare lontano mille miglia dal problema (chissà che a debita distanza si dissolva). 
Il mondo dell'illusione impera e ci convince che "l'erba" del vicino nasconda proprietà miracolose e vanifichi all'istante le nostre tossine interiori facendocele dimenticare. Prende il via il periodo "attività sfrenata verso l'esterno": si esce di più, ci si butta in emozioni fugaci, si fanno le imprese memorabili che si ricorderanno vita natural durante con l'interrogativo "ma cosa mi è saltato in mente di fare?".
E normalmente si torna all'ovile della propria sofferenza più scornati e depressi di prima.
Quella zecca di problema succhiasangue non si scolla affatto e torna a essere compagno indefesso dei pensieri più cupi.
Che sia il momento di affrontarlo? Di comprendere come interviene ad avvelenarmi la vita? 
Spesso si ha paura a farlo. Si ha paura di ciò che fa male e irrazionalmente si pensa che avvicinandosi al disagio faccia ancora più male. Puntare i riflettori a illuminarlo ha al contrario risvolti sorprendenti e spesso liberatori. 
Coraggio, oggi va in scena "chi non muore si rivede", ma per segnare una nuova via, quella della libertà.



2 commenti:

  1. Grazie per avermi rammentato che c'è ancora qualche piccolo fantasma che devo affrontare. Devo trovare la forza di guardarlo in faccia e lasciarlo libero per riprendere la mia Libertà come essere e come esistere.

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    1. Grazie a te Plejades. Il percorso verso la consapevolezza è una spirale sempre più profonda all'interno di noi stessi e ci sono momenti in cui siamo pronti a procedere oltre. Felice che le parole del mio cuore abbiano risuonato con il tuo.

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