venerdì 24 luglio 2015

INDIFFERENZA

A volte la quotidianità mi porta a riflettere profondamente sull'indifferenza che sembra caratterizzare moltissimi ambienti e numerose persone. Che sia per i ritmi frenetici che inevitabilmente hanno portato via con sè la passione lavorativa o per l'ingerenza di un sistema sempre più centrato su se stessi e sul profitto, non ha importanza. Ritengo l'indifferenza verso la persona una grande mancanza di rispetto.
Se sono stanco, non ho energie da sprecare e ho sufficienti preccupazioni mie per vedere gli altri: ma perchè mi riduco a essere un automa strisciante alla ricerca della salvezza?  Perchè non mi accorgo di far parte di un domino gigante dove le pedine si abbattono a vicenda senza remore? "Mors tua, vita mea" (la tua morte è la mia vita) sembra essere diventato il filo conduttore della sopravvivenza. Mi chiedo quale traguardo sia così determinante raggiungere da indurci a combattere a spada tratta tutto e tutti? Dove vogliamo arrivare?
Che sia giunto il momento di fermarsi? Di osservarsi?
Certo non è facile integrarsi in un sistema in tilt con presupposti di cambiamento, ma ci vogliamo almeno provare? Non siamo robot, ma ci comportiamo come tali. Focalizzati sul nostro compito da svolgere in fretta e possibilmente senza assumerci responsabilità. 
Spesso sento ripetere che abbiamo toccato il fondo: se tanto mi dà tanto, ci stiamo solo avvicinando al vortice che sta ingoiando la nostra umanità per renderci schiavi del nostro smisurato ego. 


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