lunedì 21 settembre 2015

IL GREGGE IMPAZZITO

Ieri mi è successa una cosa che a pensarci mi lascia ancora perplessa. 
Sono andata al cinema a vedere "Inside out" e fin qui tutto normale. La sala era gremita di famiglie con bimbi più o meno piccoli, adolescenti e coppiette. 
Dopo mezz'ora di visione ci sono problemi alla pellicola e la proiezione viene interrotta per una decina di minuti. Può capitare. Riprende la visione con la scena interrotta e patatrac, si interrompe nuovamente. Altri 10 minuti di attesa. Finalmente il problema viene risolto e il film procede senza pause fino a 10 minuti dall'inizio dello spettacolo successivo. A quel punto viene bruscamente interrotto (manca il finale) e la maschera ci invita ad uscire. Sguardi interrogativi e basiti si incrociano a cercare risposte, motivazioni, supporto. Pochi mantengono la posizione, i più lasciano la sala. I pochi a restare aspettando il finale, sono veramente pochi, ma ben presto vengono esortati a uscire e a porgere eventuali reclami alle casse. 
Sapete cosa mi ha lasciato l'amaro in bocca? Il vedere come tutti si siano arresi senza reclamare. Alle casse eravamo poco più che una decina, le voci fuori dal coro. La maggioranza ha subito senza proferire verbo e si è adeguata. Ha preferito lasciar correre. L'interruzione prima della fine della pellicola è diventata una cosa naturale sebbene imposta senza una parola di scusa. 
Una sala di cinema si è trasformata nello specchio fedele dell'Italia di oggi.
Un gregge impazzito e incapace di assumersi la responsabilità di un'azione volta a difendere il rispetto verso la persona.


5 commenti:

  1. Ma è incredibile! Per non ritardare il principio dell'altra proiezione siete rimasti senza finale del film...ho capito bene? E in pochi a reclamare?? .... che tristezza! Neanche i propri diritti di consumatori riusciamo a difendere? E così va l'Italia. ...

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    1. Proprio così. A raccontarla sembra paradossale. Ad avermi sconvolta maggiormente è stata l'assenza di un'azione di reclamo da parte della maggioranza degli spettatori, più che la prepotenza della decisione di tagliare il finale da parte di una sala cinematografica (il cinema ci ha provato, era il primo we di proiezione di "Inside out" e chi si perde un tutto esaurito dietro l'altro? Era difficile contenere il flusso di gente).

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  2. Donatella, questo purtroppo lo si nota ogni giorno; c'è gente che pur di "salvar la vita, sceglie di morire dentro appena raggiunge l'età della ragione; diventando così i peggiori ostacoli per lo sviluppo armonico dell'umanità. Forse è vero che non abbiamo tutti le stesse origini ma soprattutto la stessa dignità. Permettimi una osservazione a cui sto pensando in questi giorni: in Siria migliaia di persone fuggono e cercano asilo, altre migliaia restano e combattono (sia donne che uomini) contro l'oscurantismo e le barbarie; tra chi combatte tantissimi giovani curdi che abitando all'estero
    tornano per aiutare genitori e fratelli; per me è la conferma che abbiamo origini ed aspettative diverse. Scusa se mi sono dilungato. Buona serata Furio

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    1. Furio, il tuo pensiero è profondo e guarda oltre la superficie. Non ho potuto non ricordare Gurdjieff quando ho letto "sviluppo armonico dell'umanità" e pensare a tutti questi spettatori amorfi nella veste di sonnambuli deambulanti. La fuga dal problema sembra diventata la soluzione universalmente adottata per evitare di svegliarsi. Abbiamo tempi di maturazione e percorsi evolutivi differenti e questo fa parte della bellezza dell'unicità individuale, ma sembra che l'uomo stia gradatamente adattandosi ad una forma di schiavitù (tecnologica e uniformante) nella quale il pensiero autonomo non trova spazio e la libertà viene ridotta ad una totale assenza di responsabilità. Che dire, teniamo duro e manteniamo gli occhi ben aperti. Buona serata Furio.

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