mercoledì 2 dicembre 2015

IO TI VEDO

In Africa ci si saluta con un'espressione che significa: "Io ti vedo". Sono parole meravigliose che valorizzano l'incontro con l'altra persona. 
Nel momento in cui "Io ti vedo", ti dedico attenzione, ti osservo, ti ascolto, espando il mio centro per comprenderti. In queste poche parole è valorizzato il rispetto per l'altro da me.
Vuoi per i ritmi frenetici del nostro vissuto, vuoi per le numerose preoccupazioni che ci caratterizzano, ma c'è poco spazio per quel bellissimo "Io ti vedo" nelle nostre giornate.
Abbiamo smesso di guardare e ascoltare gli altri, così come abbiamo smesso di guardare e ascoltare noi stessi. I nostri incontri sono divenuti superficiali occasioni stracolme di frasi fatte ... o delle nostre parole. Il silenzio che permette un ascolto empatico è semplicemente un vuoto da riempire.
Perchè osservare il dolore degli altri ci mette a confronto con il nostro stesso dolore e non ci piace affatto. La loro tristezza rispecchia la nostra. Preoccupazioni e paure appartengono indistintamente a tutti noi e già è difficile fare i conti con le nostre, guai ad accumularne altre. Ecco che viviamo in gabbie chiuse a chiave dove nulla può entrare e nulla può uscire. Le relazioni diventano sterili. Il rispetto si trasforma in una parola senza significato. Così facendo abbiamo rinunciato innanzi a tutto al rispetto verso noi stessi. Rispetto per i nostri bisogni, per le nostre sofferenze, per la nostra tristezza. Ci siamo trasformati in asettici corpi congelati: per non sentire dolore, rinunciamo di buon grado anche alla gioia. Sopravviviamo. E nella sopravvivenza non c'è spazio per quel meraviglioso "Io ti vedo", nè tanto meno per quell'ancora più importante "Io mi vedo."
Oggi facciamo gli alternativi e permettiamoci, anche solo per un giorno, di vivere e tornare ad ascoltarci e osservarci. Proviamo anche ad ascoltare e osservare lo sguardo e il volto di chi incontriamo, in silenzio, prima di partire con le solite frasi rituali. Chissà mai che il cuore trovi una porta aperta per parlare e ci sorprenda con la sua innata sensibilità.


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