venerdì 26 febbraio 2016

APPARTENENZA O IDENTIFICAZIONE?

Il bisogno di appartenenza è sempre più spesso diretto dalla necessità di identificarsi con un ideale, un movimento, un gruppo. Molte persone, avendo perso il contatto con se stesse, ritrovano nell'identificazione con un punto di riferimento esterno la propria stabilità. Questa scelta rende il loro comportamento molto soggettivo e spesso estremista: la difesa incondizionata di ciò a cui si aderisce diviene un'esigenza tesa a salvaguardare il proprio equilibrio. 
Ecco il mondo dividersi, a poco a poco, in tante isolette protette da eserciti di proseliti. La comunicazione e la condivisione divengono sempre più faticose e le scialuppe di salvataggio che vagano in mare aperto alla ricerca della terraferma, divengono ostacoli al quieto vivere. Non c'è volontà di integrazione, ma impegno totale a difendere il proprio territorio e i suoi benefici. Si crea in questo modo un clima di tensione, immobilità, morte.
Salpare dalla propria isola richiede coraggio, veleggiare in mare aperto richiede centratura e sicurezza, approdare in terra straniera richiede umiltà, forza interiore e oggettività.
Quell'oggettività che permette di guardare oltre al velo di un comportamento estremista, per osservare la debolezza umana che lo dirige.
Quell'umilà che ritrova nelle proprie debolezze la stessa umanità.
Quella forza interiore che ancora crede nell'uomo e nelle sue grandi potenzialità.



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