giovedì 28 luglio 2016

domenica 24 luglio 2016

APERTURA DI CUORE

Quella piccola margherita non era mai stata così felice di sbocciare.
Il suo seme aveva accolto il calore della terra e la fluidità dell'acqua piovana
per maturare e dar vita ad un fragile stelo
la cui forza intrinseca era così intensa
da permettergli di crescere tra le rose di un piccolo giardino.
Era stremante per la margherita farsi strada tra le tante spine che la circondavano, 
ma la sua tensione verso il sole era tale da focalizzare tutta la sua attenzione.
Essa sapeva naturalmente che la sua bellezza era effimera
e che il manifestarla era la sua vita. 
Impavido il suo stelo tenero e flessuoso continuò la sua ascesa verso il cielo 
e quando la luce e il calore del sole lo inondarono 
il fiore bianco aprì la sua corolla tra i petali di rosa.
Non avevano importanza le difficoltà incontrate 
nè le ferite subite dal suo stelo e dalle sue foglioline durante la crescita.
Non aveva importanza il fatto che le rose avrebbero potuto oscurare la semplicità della sua bellezza.
La piccola margherita gioiva della sua realizzazione.







CRESCITA E LIBERTA'

Crescita e libertà crescono insieme. Con la consapevolezza aumentano anche le possibilità di scelta a  nostra disposizione. Quando non siamo più diretti da aspettative, attaccamenti, debolezze, insicurezze e paure, maturiamo in noi stessi la libertà della scelta.  Il nostro agire diviene consapevole e il nostro essere si espande, non più rinchiuso dagli angusti confini di un io diviso tra "giusto" e sbagliato". I termini dualistici perdono il loro significato di separazione e ne viene svelata la loro relatività.  



giovedì 21 luglio 2016

LA DANZA DELLA DAKINI

Un filo sottile radica i suoi piedi a terra.
Un filo sottile eleva le sue braccia al cielo.
Memore di questi legami
lei danza
con leggerezza
il gioco della vita.


mercoledì 20 luglio 2016

QUELLA LINEA SOTTILE CHE SEPARA LA CONSAPEVOLEZZA DALL'INCONSAPEVOLEZZA

Spesso la vita ci pone di fronte a scelte difficili perchè ci coinvolgono in profondità risuonando con le nostre debolezze e le nostre paure. Scelte ancora più difficili quando indirettamente toccano ferite antiche e rimarginate con grande difficoltà. Mantenere centratura e consapevolezza richiede distacco e osservazione imparziale. 
Di fronte ad una frase nel presente che ci ha già colpito e affondato in passato, la prima cosa da fare è non dimenticarsi di respirare, a fondo e con calma. Successivamente è importante chiedersi come mai questa frase si riproponga regolarmente nella nostra vita e se ci ferisca ancora. Sicuramente ci pone di fronte a qualche debolezza del nostro vissuto che abbiamo faticato ad accogliere e che ci ha creato grande sofferenza. L'impatto che la frase incriminata avrà su di noi sarà molto significativo, in quanto ci mostrerà se siamo cresciuti: forse ce la sentiamo ripetere proprio per verificarlo. Solitamente quando ci sentiamo bersagliati, viviamo la consapevolezza della nostra solitudine e il modo in cui la percepiamo farà la differenza. Se abbiamo accolto la nostra debolezza quella frase avrà il potere di mostrarci qualcosa in più della persona che l'ha proferita. Questo potrà piacerci o non piacerci, stupirci e destabilizzarci o magari semplicemente svelare qualcosa che non avevamo voluto vedere.
Ritengo che le prese di coscienza siano sempre ottimi spunti di partenza per nuovi percorsi. Nel momento in cui divengo consapevole acquisisco chiarezza su me stesso e sull'altro, sciogliendo le dinamiche che spesso hanno vincolato la relazione e donando linfa vitale alla coerenza con il proprio sentire. Si tratta di ristabilire un nuovo equilibrio, proprio come avviene in natura quando un habitat viene scosso da un mutamento. Sarà importante essere aperti e ricettivi alla trasformazione e disponibili a lasciar andare le zavorre per volare leggeri verso orizzonti inesplorati.



L'IMPULSO A ESSERE

Estratto da L'uomo Superiore di Bennet :

"L'impulso a essere, che ha il suo culmine nell'amore, si radica in noi per mezzo della sensazione del vuoto. Però è annebbiato dal nostro "spasmodico desiderio di esistere", l'impulso a riempirci di cose esterne. Dobbiamo disilluderci rispetto al mondo e a ciò che ci può dare: dobbiamo capire che le nostre emozioni non devono dipendere da ciò che ci proviene dal mondo esterno."


Queste parole di Bennet sono un prezioso spunto di riflessione. Se mi apro all'ascolto visualizzo due forze opposte e contrarie: una diretta all'esterno a supportare "lo spasmodico desiderio di esistere" e l'altra volta all'interno tesa a ricercare il significato delle cose. Fin da piccola percepivo la spinta interiore a entrare nelle cose, ma per anni l'ho manifestata cercando fuori di me le risposte che scoprii solo successivamente essere dentro di me. Ci si potrebbe domandare il significato di queste due forze che ci caratterizzano. Gurdjieff rispondeva in modo molto semplice a questa domanda, rivolgendosi a coloro che erano con lui al Prieurè: "Se siete venuti qui è perchè avete capito la necessità di lottare con voi stessi e solo con voi stessi. Pertanto ringraziate tutti coloro che vi danno la possibilità di farlo." La lotta con lo stato di schiavitù della nostra natura emotiva è quasi impossibile se siamo isolati dagli altri: tuttavia non è semplice essere capaci di trarre insegnamento dal mondo esterno.
Ci vuole grande apertura per percepire direttamente come sono le cose, in quanto lo si può fare solo attraverso la partecipazione e l'entrata nelle cose stesse. 






sabato 16 luglio 2016

VIVERE L'ESSERE

Estratto da L'UOMO SUPERIORE di John G. Bennet :

"L'essere è potenzialità, potere di organizzare. Per noi uomini, l'essere è ciò che ci permette di mantenere sempre l'unità nel mezzo di tutte le attività relative al pensiero, alle emozioni e al corpo. "Più" vi è essere, più siamo in grado di armonizzare e tenere insieme le svariate funzioni. Un mutamento dell'essere è possibile perchè vi sono svariate energie, di diverso livello, cosicchè il nostro stato è sempre un prodotto della combinazioni di azioni più o meno elevate. In noi vi è sempre una trasformazione di energia. Lo schema di questa trasformazione è ciò che siamo. E' la nostra stessa vita."


"L'essere è ciò che ci permette di mantenere sempre l'unità nel mezzo di tutte le attività relative al pensiero, alle emozioni e al corpo." L'essere è ciò che ci permette di essere centrati ed equilibrati.
In una realtà di estremismi  è fondamentale per l'uomo riscoprire il proprio essere per viverlo con consapevolezza.

lunedì 11 luglio 2016

LA TRASFORMAZIONE

Ti svegli un giorno e ti senti diverso.
I bisogni sono diventati scelte consapevoli.
E impari ad ascoltarti.
Non sempre hai voglia di metterti in gioco.
Comprendi quanto la solitudine e il riposo siano essenziali al tuo stare bene.
In silenzio ti coccoli,
leggi, giochi, dormi,
e impari che la leggerezza dell'inattività è un dono.
Lo assapori, lo vivi e ne gioisci.
Il tuo sguardo cambia e sa, che dopo un periodo faticoso,
è saggio recuperare le forze
per tornare a vivere la realtà con consapevolezza.



sabato 9 luglio 2016

IL FUOCO SULLA PELLE

Durante l'estate ci rapportiamo con l'elemento fuoco. Il sole è molto caldo e i nostri corpi devono adattarsi ad esso ritrovando un proprio equilibrio. Per questo consigliano di bere molto e mantenersi idratati, onde favorire quello scambio termico indispensabile a farci stare bene. 
Cosa accade quando il fuoco non è solo fuori, ma anche dentro di noi? Ad esempio, quando abbiamo un bel po' di rabbia repressa? Sarà difficile trovare un equilibrio... a meno di stare perennemente  a mollo nell'elemento acqua a sedare i bollenti spiriti.
Cosa accade quando la terra della nostra fisicità si è trasformata in rigidità? Anche in questo caso uno scambio termico sarà molto difficile da attuare (nulla entra, ma allo stesso tempo nulla esce) e la desertificazione è alle porte.
Molti nodi vengono al pettine con l'estate. Il momento della maturazione e della fruttificazione ci pone irrimediabilmente di fronte alle nostre difficoltà. 
Ecco nascere il bisogno di fuggire lontano ed emergere più forte la tristezza della solitudine ... i colori grigi e neri della nostra vita sembrano ancora più scuri nella luce colorata dell'estate.
Le condizioni estreme non facilitano un'azione consapevole e le reazioni si innescano a catena. Mantenersi centrati richiede equilibrio tra la terra, l'acqua, il fuoco e l'aria all'interno del nostro organismo onde essere pronti ad adattarsi al fuoco esterno. Il fuoco può essere pericoloso se siamo sbilanciati: può divampare incontrollato e può distruggere. Allo stesso tempo è un'energia così potente che, trasformata, può dar vita ad una rinascita, bruciando le negatività. Il fuoco è alla base della realizzazione: più si è lontani dal suo raggiungimento più il disagio scatenato dall'elemento fuoco sarà importante. 


giovedì 7 luglio 2016

OCCHI CHE RIDONO

Mi guardo intorno.
Vedo la bellezza della natura che mi circonda
e osservo la tristezza, la rabbia, l'odio degli uomini.
Lo sguardo si abbassa e mi rende difficile il distacco.
Consapevolmente dirigo lo sguardo in alto 
mantenendo il capo sollevato e il collo sciolto.
Scelgo di non lasciarmi travolgere dalla rigidità.
I miei occhi ridono
e il cielo si colora di blu.





martedì 5 luglio 2016

IL POTERE LOGORA CHI LO DETIENE

Oggi dedico il blog alle mie caprette e al caprone dominante. In natura il capobranco ha la priorità su cibo e femmine. Nel caso delle mie caprette ad essere dominante è Elvis, il caprone bianco della foto.
Non lascia avvicinare quasi nessuno (a parte un paio di femmine) al fieno fresco fintanto che non è sazio. Nel recinto sono sette caprette e una, Mama, ha ben 15 anni. E' stata capobranco per anni, ma ora è messa in disparte e con grande difficoltà si può avvicinare al cibo o ai posti in ombra migliori. Per agevolarne la nutrizione ho scelto di fare mucchietti di fieno lontani tra loro, in modo da permettere a tutte le caprette di alimentarsi, seppur questo non abbia aiutato Mama, perchè la scala gerarchica continua imperterrita a stabilire priorità. 
L'altro giorno mi sono fermata a osservare Elvis. I miei mucchietti gli hanno creato uno stress non indifferente, tanto che per non far avvicinare le altre capre, correva disperatamente da uno all'altro, cercando di mantenere il potere. Questo atteggiamento non gli ha permesso di godersi in pace il fieno fresco del mucchio più grande e la sua corsa frenetica da una parte all'altra mi ha fatto molto sorridere. Mi ha ricordato noi umani: raramente sappiamo apprezzare la bellezza di ciò che ci appartiene, il nostro potere personale di scelta consapevole, per correre dietro ad un potere effimero rivolto all'esterno (teso a rivendicare immagini, ruoli e aspettative) che ci avvelena l'esistenza.



lunedì 4 luglio 2016

CAMBIARE E' POSSIBILE

La tensione ad agire è forte.
La volontà blocca la reazione
e il respiro la scioglie.
Cambiare è possibile.


venerdì 1 luglio 2016

INSOFFERENZA

O in sofferenza? Che l'incapacità di sopportazione sottenda una ferita profonda? Quale dinamica interiore ci rende così suscettibili da vivere male la libera espressione altrui?
Oggi riflettevo su questa parola. Mi rendo conto di ascoltare e leggere con sofferenza le parole espresse con superficialità ed inconsapevolezza. E ne sono circondata. Consapevole di non poter cambiare la realtà intorno a me, lavoro per cambiare me stessa e approfondire il mio sentire.
A farmi riflettere è l'assenza di discernimento legata all'inconsapevolezza. Quel discernimento che manca o che si trasforma in giudizio quando non è calibrato dalla saggezza del cuore.
La presunzione vincola il giudizio a schemi mentali ed educativi generando quell'inflessibilità il cui risultato è la schiavitù dell'essere. Ed ecco sorgere il tema che mi è tanto caro: la rinuncia  inconsapevole alla libertà di scelta, il dono meraviglioso dell'essere uomini.
Che la rinuncia sia determinata dall'illusione, dal rifiuto ad assumersi responsabilità, dall'incapacità a rimettersi in discussione,  dall'ignoranza, dall'inerzia o dalla presunzione poco importa.
La rinuncia è una scelta nella sua accezione più triste, quella della non scelta consapevole.
In una realtà sempre più rigida e inflessibile, muoversi è faticoso: quando l'acqua di un ruscelletto incontra una parete di roccia non può che aggirarla. Quando questo non è possibile, non può che mantenere la sua energia di movimento e scalfire superficialmente quella roccia per crearsi un varco. La sua azione è quasi invisibile nel tempo, ma costante. Perchè questo è il compito che spetta all'acqua.