venerdì 30 settembre 2016

OGGI, UNA FIABA

LO GNOMO E L’ANGELO

Il piccolo gnomo lo osservò. Era la prima volta che vedeva un angelo precipitare a terra.
La creatura alata si scrollò di dosso la polvere e la rabbia: dove era capitato? E cosa gli stava accadendo?  Cosa ci faceva in quel bosco? E chi era quell’esserino alto due piedi che lo fissava con tale insistenza? Cosa voleva da lui?
L’angelo voleva semplicemente starsene solo. Il ricordo di quel fuoco ancora gli bruciava le ali.
Si sentiva appesantito e confuso.
Lo gnomo, divertito, lo apostrofò: “E’ la terra. Non è così male quando ti ci abituerai”.
“Non ho nessuna intenzione di abituarmici” rispose stizzito l’angelo scrollando le ali.
“Perché mai?” chiese incuriosito lo gnomo.
“Perché appartengo al cielo”, che domande.
Lo gnomo scoppiò in una sonora risata e fece notare all’angelo quanto il contesto non si addicesse ad una tale affermazione. Anzi. “Osserva le tue ali, dubito tu possa volare ancora” sussurrò lo gnomo con dolcezza per non ferirlo.
L’angelo guardò le ali e si arrese alla tristezza. Una lacrima con i colori dell’arcobaleno solcò il suo viso e scivolò a terra. Altre lacrime scesero ad accompagnare i suoi passi nel bosco.

Gli anni passarono e il ricordo di quel momento fu dimenticato. Fino a quel giorno.
Il giorno in cui gli occhi dell’angelo incontrarono nuovamente lo sguardo dello gnomo e in esso si persero sentendosi a casa. Il cielo riempì il cuore dell’angelo che ritrovò nella terra le sue radici.





2 commenti:

  1. Ed insieme iniziarono a camminare. Uno strano cammino quello che lì portò in riva a quel fiume. "Perchè attraversarlo" chiese l'angelo. Vieni con me e lo saprai" rispose lo gnomo.........

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