martedì 25 aprile 2017

BUFALE IN CORSA ...

"Anche se la dicono cinquanta milioni di persone,
una sciocchezza è sempre una sciocchezza".
Anatole France



Ciò che è vero per il capobranco è vero anche per il gregge che lo segue.
La mancata assunzione di responsabilità personale porta alla rinuncia ad un proprio discernimento.
L'affidarsi totalmente è donare il proprio potere personale all'altro.
Lamentele e feroci giudizi a posteriori 
 sono rivolti a chi li proferisce 
e, senza rendersene conto, li proietta all'esterno.

sabato 22 aprile 2017

LA NOSTRA FORZA E' LA NOSTRA RESISTENZA

La nostra forza è la nostra resistenza. Tanto siamo tenaci a tener testa agli eventi traumatici che sconvolgono la nostra vita, tanto siamo tenaci a resistere ai cambiamenti che ci coinvolgono in profondità. Come se la forza si identificasse con una barriera di protezione e non con un'energia interiore che deve essere canalizzata. 
Spesso le persone più forti sono anche le più rigide, le più restie ad accogliere le proprie debolezze. Si instaura una dinamica contraddittoria per cui la debolezza e il lasciar andare vengono visti come rinuncia all'utilizzo della forza e per questo osteggiati in tutti i modi.
La crescita evolutiva ci pone inevitabilmente di fronte a rese incondizionate e questi passaggi risultano i più critici per le persone forti: la loro capacità di resistere agli eventi senza venirne travolte si trasforma di colpo nella polarità opposta sfociando in una resistenza all'accoglienza della loro parte più vulnerabile.
Il corpo in queste situazioni è un grande alleato: la sua tensione e la sua rigidità sono specchi fedeli di questa resistenza. Lo stare, inteso come abbandono, attesa, accoglienza, diviene uno snodo importante all'emersione della resistenza che ci caratterizza. Il movimento stesso del corpo specchierà il controllo che la "forza" richiede per resistere alla spontaneità.
A fronte di questa consapevolezza, la via più facilmente percorribile è proprio quella della fisicità.
Sciogliere le tensioni ed ammorbidire i movimenti significa accogliere la resistenza che ci caratterizza e trasformarla, poco per volta, in resilienza.



domenica 16 aprile 2017

RINASCERE A SE STESSI

Un uovo.
Un pulcino ne becchetta il guscio che gradamente si spacca.
L'apertura si amplia e il pulcino vede la luce.
Il mondo sicuro e protetto che l'ha visto crescere non c'è più.
Un nuovo mondo lo aspetta.
Pigola a ricercare una nuova protezione alla sua insicurezza
muovendo i primi passi sulla terra.
La risposta al suo pigolio
segnerà il suo percorso.
Esso si dispiegherà, comunque, come è scritto che sia.


Nel corso della vita ci capita spesso di morire a noi stessi per rinascere. 
Rompere il guscio che ci fa sentire protetti per aprirsi alla vita richiede forza e coraggio. 
Così il lasciar andare la risposta familiare
che ha accolto la nostra nascita e seguito la nostra educazione 
diviene una continua sfida ad abbandonare quel guscio sicuro. 
Il passaggio di disidentificazione che ci spinge verso l'apertura 
è la ricerca della libera espressione di chi siamo, 
al di là di ciò che gli altri hanno sempre pensato noi fossimo,
al di là dell'immagine che noi stessi abbiamo costruito nel tempo per difenderci. 
Un mondo nuovo accoglie la nostra rinascita, il mondo che noi abbiamo scelto per evolvere.

Auguri di cuore 
per una serena Pasqua di rinascita.

venerdì 14 aprile 2017

EGO E MALATTIA

"L'uomo vive in base al proprio Ego, che ha una fama costante di potere. Ogni "Ma io voglio...", è espressione di questa volontà di potenza. L'Io si dilata sempre più e fa in modo di asservire sempre l'uomo con travestimenti sempre nuovi e sempre più belli. L'Io vive di questa limitazione e ha quindi paura della dedizione, dell'amore e dell'unione. L'Io decide e realizza un polo, e di conseguenza spinge fuori l'ombra, la proietta sul Tu, sul mondo circostante. La malattia compensa tutte queste unilateralità in quanto attraverso i sintomi lo riporta al centro ogni volta  che se ne allontana. La malattia, che richiede umiltà e abbandono, compensa la superbia dell'Ego."




Quanto siamo complicati e divisi noi umani! 
E che giri infiniti ci creiamo per giungere al centro di noi stessi! 
Siamo continuamente sbalzati da un polo all'altro (bene, male - giusto, sbagliato - vivo, morto) 
e resistiamo strenuamente al movimento della vita che si dispiega! 
Ci ancoriamo indefessi alle nostre abitudini, ai nostri schemi mentali, alle nostre proiezioni 
e via di giudizi! 
Per non parlare delle responsabilità: appartengono sempre ad altri. 
E così, 
fortunatamente, 
ci ammaliamo per tornare umilmente al nostro posto, 
riconoscere quanto ci appartiene 
e imparare a lasciarlo andare.

mercoledì 12 aprile 2017

LA PAURA DELL'OMBRA

"La nostra ombra ci infonde paura. Questo non deve meravigliare, in quanto essa consiste esclusivamente di tutte quelle parti di realtà che abbiamo allontanato il più possibile da noi. L'ombra è la somma di tutto ciò che noi crediamo fermamente che dovrebbe essere eliminato dal mondo affinchè il mondo possa essere bello e sano. Ma le cose stanno esattamente all'opposto: l'ombra contiene tutto ciò che il mondo - il nostro mondo - ha bisogno di avere per sanarsi. L'ombra ci rende malati in quanto ci manca la sua presenza per poter essere interamente sani."




Gente strana noi umani. Vorremmo stare al sole senza fare ombra. O almeno ci piacerebbe. Ma da che mondo è mondo, quando una fonte di luce ci illumina, irrimediabilmente facciamo ombra. E' vero che l'ombra ci segue e possiamo anche far finta di non vederla, ma questo non cambia il fatto che essa ci stia dietro e faccia parte di noi. Ed osservandola al tramonto è addirittura ben più grande di noi. Quando la luce è poco intensa, l'ombra diviene ancora più consistente. (Quando siamo tristi, ad esempio, è come se l'ombra avvolgesse tutta la realtà che ci circonda.)
Partendo dal dato di fatto che l'ombra non può essere eliminata, perchè non farci amicizia? ;-)

PS: solo quando la Luce è perfettamente allineata con noi, non facciamo più ombra. Chi sa dirmi il perchè?

lunedì 10 aprile 2017

GRUPPI ESOTERICI

"Ogni gruppo ha la sua giustificazione e in certi momenti può fornire a chi cerca determinati stimoli e impulsi. Questo impulso può essere del tutto indipendente dalla qualità interiore del gruppo stesso. Niente a questo mondo può essere tanto cattivo da non essere in grado di trasmettere una determinata informazione a chi ha imparato a vedere consapevolmente. Il valore di un sistema o di una comunità è difficile da definire in termini assoluti, e dipende in primo luogo dal livello di coscienza di chi cerca. Se uno avverte un'affinità in una determinata associazione, significa che può ancora profittare dei suoi insegnamenti, e allora questa associazione gli sarà utile. 
Raramente però la situazione rimarrà tale per sempre. Infatti tutte le associazioni a partire da un determinato momento denotano una certa pigrizia nella loro evoluzione, che spesso è più lenta di quella del singolo.
Verrà così il momento in cui questa comunità ha assolto il suo compito nei riguardi del singolo; e questi troverà altre affinità, che gli consentiranno di compiere altri passi avanti.
Questo appunto è anche il pericolo di tutte le associazioni: ritenere che il proprio insegnamento, che per lo più abbraccia solo un aspetto della realtà, sia la verità unica e sola, e distogliere quindi le energie dalla tensione all'evoluzione personale per dedicarle invece all'attività missionaria, all'attività associativa e alla rivalità nei confronti di chi pensa in modo diverso. Il sistema diviene così rigido e fine a se stesso, invece di liberare dalle fissazioni. Il gruppo diviene il rifugio di chi cerca l'affermazione di se stesso. Si forma così una schiera di discepoli, la cui ricerca esoterica si esaurisce nell'analisi delle parole del maestro. La via diventa un vicolo cieco."


Trovo molto interessante ed attuale questa riflessione di Dethlefsen.Vi è un grande proliferare di gruppi esoterici e associazioni volti a promuovere pratiche dai nomi altisonanti e percorsi per la crescita personale. 
L'offerta è sempre determinata dalla richiesta e questo ci fa intuire quanto l'uomo, sempre più destabilizzato e confuso, tenda attualmente a ricercare nella spiritualità una risoluzione ai propri disagi. Ogni incontro ha radici e significati profondi e avviene nel momento in cui chi cerca è pronto a farne tesoro. Lo scontrarsi con la disillusione è sempre un grande dono.

sabato 8 aprile 2017

mercoledì 5 aprile 2017

AUTOSUGGESTIONE & AFFINI

"Le esperienze della terapia ipnotica hanno portato allo sviluppo dell'autosuggestione, del pensiero positivo e del pensiero finalizzato. Questi sistemi insegnano come l'uomo possa guarire le malattie e conquistare la salute attraverso la ripetizione e l'immaginazione figurativa di pensieri positivi. 
Uno dei grandi pionieri dell'autosuggestione fu il non-medico Emile Coué di Nancy, i cui insegnamenti e le cui formule ("Ogni giorno mi sento meglio da ogni punto di vista") produssero in Europa un grande movimento, noto con il nome di Couéismo. L'assioma fondamentale di Coué è che "solo la nostra immaginazione ci rende sani o ammalati. Perchè l'uomo è quello che pensa". Dato che questo assioma non è vero, non funziona neppure il metodo costruito intorno ad esso. Esatto è piuttosto: "L'uomo non è ciò che pensa, ma come è stato pensato"  (Hans Bluher).
Coué trattò l'aspetto metafisico della malattia con la medesima sicurezza della nostra odierna medicina. Entrambe credono fermamente che sia sufficiente  diffondere sempre più nel mondo il loro metodo per eliminare la malattia dal mondo stesso. Questo modo di pensare è gradevole, ma non adatto al problema della malattia. Le suggestioni non potranno mai guarire, perchè sono menzognere. La guarigione può venir solo dall'incontro con la verità. Questo vale per tutti i sistemi e procedimenti suggestivi che pretendono di procurare salute, felicità e ricchezza.
La possibilità di raggiungere gli effetti promessi con queste pratiche, non è in discussione: discutibile è però la diffusa opinione che queste pratiche coincidano con gli insegnamenti dell'esoterismo. L'efficacia di un'azione non giustifica affatto l'azione stessa."


IL LIBRO DELLA GIUNGLA - Disney

Oggi desidero stimolare una profonda riflessione sull'autosuggestione 
e sulle pratiche che su di essa si basano. 
Avevo già pubblicato in passato un post - qui trovate il link: LA CREAZIONE (estratto dal libro di Hartmann Magia Bianca e Nera) - offrendo, attraverso le parole di un grande esoterista, Eliphas Levi, lo spunto per una meditazione consapevole.
Personalmente ho sempre nutrito enormi dubbi in merito all'efficacia a lungo termine di queste pratiche e ho naturalmente diffidato dell'ipnosi fin da quando ne venni a conoscenza. 
Dethlefsen, nel testo da cui ho tratto il brano, si esprime sull'ipnosi considerandola addirittura pericolosa per la via esoterica in quanto contiene un aspetto di forza che si oppone alle nostre intenzioni. Al di là di questo ne apprezza la sua potenzialità di offrire alcune conoscenze, a condizione di intenderle come paragoni: l'ipnosi delinea, infatti, i rapporti reali donandoci una caricatura della realtà e rendendoci consapevoli della relatività della percezione sensoriale. Una percezione, quella umana, che non dipende tanto dal mondo esteriore, quanto dai propri programmi personali.
Non intendo approfondire ulteriormente questo tema, ma ho sentito nel cuore di instillare un sano dubbio.

lunedì 3 aprile 2017

L'ESCLUSIONE

Essere fedeli a se stessi richiede coraggio.
Il coraggio della coerenza e della fiducia.
Fiducia nel proprio corpo, nel proprio sentire,
fiducia in se stessi.
Una fiducia così salda che quando il mondo intorno ti esclude
resta la pienezza della solitudine.
Al di là delle paure e delle debolezze
nasce una profonda accettazione di chi sei
e la consapevolezza che non tutti sono pronti a vedere.