sabato 22 aprile 2017

LA NOSTRA FORZA E' LA NOSTRA RESISTENZA

La nostra forza è la nostra resistenza. Tanto siamo tenaci a tener testa agli eventi traumatici che sconvolgono la nostra vita, tanto siamo tenaci a resistere ai cambiamenti che ci coinvolgono in profondità. Come se la forza si identificasse con una barriera di protezione e non con un'energia interiore che deve essere canalizzata. 
Spesso le persone più forti sono anche le più rigide, le più restie ad accogliere le proprie debolezze. Si instaura una dinamica contraddittoria per cui la debolezza e il lasciar andare vengono visti come rinuncia all'utilizzo della forza e per questo osteggiati in tutti i modi.
La crescita evolutiva ci pone inevitabilmente di fronte a rese incondizionate e questi passaggi risultano i più critici per le persone forti: la loro capacità di resistere agli eventi senza venirne travolte si trasforma di colpo nella polarità opposta sfociando in una resistenza all'accoglienza della loro parte più vulnerabile.
Il corpo in queste situazioni è un grande alleato: la sua tensione e la sua rigidità sono specchi fedeli di questa resistenza. Lo stare, inteso come abbandono, attesa, accoglienza, diviene uno snodo importante all'emersione della resistenza che ci caratterizza. Il movimento stesso del corpo specchierà il controllo che la "forza" richiede per resistere alla spontaneità.
A fronte di questa consapevolezza, la via più facilmente percorribile è proprio quella della fisicità.
Sciogliere le tensioni ed ammorbidire i movimenti significa accogliere la resistenza che ci caratterizza e trasformarla, poco per volta, in resilienza.



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