venerdì 23 giugno 2017

LEGGEREZZA

Quando le tue radici sono profonde
puoi volare con leggerezza:
il centro è dentro di te.
Puoi accogliere il cambiamento
sicuro delle tue capacità
e consapevole delle tue paure e debolezze.
Puoi scegliere con il cuore,
liberamente,
assecondando i bisogni fisiologici del tuo corpo ed il sentire.
Non ci sono ancore
a fermare il tuo viaggio
nè punti d'arrivo a determinarne il percorso.
Il presente è vita che si dispiega
ogni esperienza è fonte di maturazione e crescita.
La bellezza del volo è la sua libertà.





martedì 20 giugno 2017

ESSERE ACCOMODANTI

Quante volte ci è capitato di lasciar correre ed essere accomodanti per non dover affrontare situazioni scomode? Quante volte abbiamo permesso all'indifferenza di passare sopra a quello che provavamo? Quante volte abbiamo avuto paura di proferire dei salvifici no o di esprimere il sentire? Quante volte abbiamo ingoiato rospi convinti fosse la cosa migliore da farsi in modo inconsapevole prima e in modo consapevole successivamente?
Quando a dirigere l'agire è l'inconsapevolezza solitamente la vita ci porta a prendere delle sonore legnate per farci crescere e stimolare una presa coscienza. In seguito alla consapevolezza si tratta di scelta. Che questa scelta sia supportata da mille pippe mentali (devo accettare l'altro per quello che è, non posso cambiare la situazione, è inutile perdere  tempo, non serve a nulla ...) poco importa: a fare la differenza è sempre il rispetto verso noi stessi. 
Quando il rispetto verso se stessi viene a mancare sono grane; la mente può anche mettercela tutta ad illudermi del contrario, ma il corpo mi rimanderà sicuramente uno stato di disagio. Lo stomaco inizierà a bruciare, i pensieri lotteranno nella scatola cranica dando vita ad un feroce mal di testa, diventerò rigido come un baccalà dietro una facciata farlocca di impassibilità. Questo sul momento. Successivamente mi porterò dietro uno strascico bruciante che mi avvelenerà il ricordo, fino al prossimo episodio. Sì perchè poi ci si abitua ad essere accomodanti. Fino al punto di non ritorno, quando il corpo stufo di essere un divano si ribella e urla il suo disagio. 
Allora inizia la fase "brontolo". Sparo a raffica tutto quello che non va senza alcun limite e quando non  voglio prender parte alla guerra mi allontano. La fase "brontolo" è propedeutica alla studio:"Impara a rispettarti." La fase "brontolo" arriva scintillante come un fuoco artificiale e lascia gli abituali occupanti del divano (quello relativo all'immagine accomodante) di stucco. La reazione è immediata e la rivendicazione del posto a sedere anche. La fuga del "divano" è un barbatrucco e il suo falò l'atto finale della commedia.
Dopo l'indispensabile fase "brontolo" arriva la fase "torniamo al centro che è meglio". Il vuoto intorno ha fatto terra bruciata rendendo l'assenza di spazio sperimentata dal divano, una landa sconfinata e solitaria. E così si impara a discernere quando tacere, quando porre i sani limiti del rispetto, quando parlare, quando allontanarsi, quando fronteggiare la situazione, quando esprimere il sentire. Con consapevolezza.
Gente strana noi umani intercambiabili.


IRREQUIETEZZA

L'irrequietezza del dubbio
ferma l'istante.
Le gambe indecise
si immobilizzano.
L'energia vortica frenetica al loro interno.
Stare.
Ascoltare.
Aprirsi all'impasse.
Accogliere il vuoto, la mancanza, le emozioni.
Vedere i desideri e le aspettative.
Intuire la via del cuore
in bilico su un precipizio.
Il salto nel vuoto.
Aprire le ali e imparare a volare.

La gabbianella e il gatto - Sepulveda


giovedì 8 giugno 2017

ASCOLTO LE EMOZIONI

Ascolto le emozioni.
Il respiro mi rimanda agitazione:
è corto e trattenuto.
Ascolto l'agitazione:
non sono in pace con me stessa, 
qualcosa turba la mia serenità,
percepisco un blocco.
Affondo nell'immobilità che il mio stomaco mi trasmette.
Assenza di libertà e di movimento
vincolano l'agire:
mi sento in colpa.
Il cuore accoglie ciò che la mente giudica
e si crea la stasi.
Respiro profondamente.
Ascolto le emozioni.
Le spalle diventano pesanti:
sento la responsabilità di disgregare gli schemi.
Sciolgo la tensione con il movimento e respiro, profondamente.
La mente tace, ma percepisco la stanchezza del corpo e la sua rigidità.
La paura ha fatto il suo ingresso trionfale
e le preoccupazioni la circondano.
Respiro e faccio spazio alla consapevolezza.
Ci sono scelte nella vita
che richiedono coraggio.
Il coraggio di essere se stessi.

mercoledì 7 giugno 2017

MONOLOGARE

Una realtà in cui tutti hanno molto da dire, ma pochi sono disposti ad ascoltare, produce una serie interminabile di monologhi fini a se stessi. 
L'ascolto presuppone, infatti, apertura e predisposizione ad accogliere nuove prospettive d'osservazione. Un ascolto attento ed empatico ripone in chi lo pratica i semi dell'autoanalisi  oltre ad offrire la possibilità di uno scambio.
Il monologo o "autoincensamento" dispensa al contrario pillole di saggezza o "giudizi incondizionati" indipendentemente dal fatto che vi sia qualcuno ad ascoltare (la presenza di un orecchio non implica ascolto).  
Monologhi e inconsapevolezza sono frutto della chiusura dove nulla entra e nulla esce. Assisto al monologo altrui e indispettito da tanto parlare seguo il flusso emotivo e dico la mia, rivendicando a spada tratta il mio spazio nel mondo. 
Gente strana noi umani dalle lingue autoinstallanti.

Vignetta di Massino Cavezzali



domenica 4 giugno 2017

PERDERSI

Capita, a volte, di perdersi. 
Capita, a volte, di rimettersi in discussione in modo così totale
da doversi osservare ed ascoltare per vedersi. 
Capita, a volte, di percepire un vuoto immenso dentro di sè,
un'assenza di confini, nella ricerca di chi sei.
Capita, a volte, di dover voltare pagina
e ritrovarsi nudi.
Capita, a volte, di doversi abbandonare al dolore e alla tristezza
per rinascere.
Capita, a volte, di sentirsi vivi come non mai.