venerdì 22 settembre 2017

IL VUOTO

Mi guardo intorno e vedo il vuoto.
Mi guardo dentro e vedo un mondo.
E devo fare i conti con entrambi.
Portare il vuoto nel mio mondo non è semplice.
Portare il mio mondo nel vuoto è altrettanto difficile.
E' questione di spazi, di dimensioni.
Quando il vuoto diviene buio
mille possibilità di mondi si manifestano 
e possono essere esplorati
in punta di piedi,
con cautela.
Quando il mio mondo diviene pieno
si espande naturalmente
a colorare il vuoto.
Oscillando tra interno ed esterno
vivo il presente, 
assaporo le emozioni che esso porta con sè
e le lascio andare.



Enso - Simbolo Zen

«Gli uomini hanno paura di abbandonare le loro menti, perché temono di precipitare nel vuoto senza potersi arrestare. 
Non sanno che il vuoto non è veramente vuoto, perché è il regno della Via autentica.»
(Huang-po)


giovedì 21 settembre 2017

IL SILENZIO DEL DISAGIO

Specchiandosi nell'altro, non è raro vivere una percezione di disagio che si manifesta nel corpo attraverso agitazione, inquietudine, rigidità, tensione, mal di testa, mal di stomaco, debolezza ... I sintomi possono essere svariati e l'accoglierli apre le porte alla consapevolezza.
Consapevolezza del fatto che qualcosa nell'altro ha risuonato con qualcosa di mio ed ha avuto il potere di destabilizzarmi.
Quando mi capita di vivere questa situazione, immediatamente cerco di comprendere cosa mi ha così infastidito da crearmi disagio. Semplici parole o gesti si sono trasformati in lame taglienti capaci di ferirmi. Allora osservo la lama affondare fino a raggiungere la debolezza o la paura che si è attivata.
E in silenzio vivo il disagio, lo ascolto e ne divengo consapevole, senza permettere alle emozioni che esso scatena di travolgermi. Respiro e con calma lascio che la mente molli il tiro e torno al presente.
L'altro è sempre di fronte a me, ma non è più la causa scatenante del mio malessere, ma uno specchio fedele nel quale osservarmi con attenzione. Guardo il mio corpo, la sua tensione, il suo chiudersi  e come in un film osservo, sorridendo, me stessa farsi a sua vlta un film di dimensioni epocali con tanto di tradimenti, congiure, giustificazioni e omicidi premeditati. A volte siamo così teatrali quando ci toccano nel vivo che solo  una vena di sano umorismo può ridimensionare l'impatto dell'evento vissuto.
Allora l'invincibile cavaliere è pronto a posare lo stemma dell'ego e a scendere da cavallo tornando ad assumere sembianze umane.
E un passo dopo l'altro si cresce.



venerdì 15 settembre 2017

DO UT DES - IL MONDO DEI SOCIAL

Ogni tanto devo dedicare due righe al mondo dei social. 

Necessità dettata da sfinimento "social". Da una parte sono grata ai social per avermi offerto la possibilità di farmi conoscere come scrittrice, dall'altra provo, a intervalli regolari, una vera crisi di rigetto. Rifiuto che sento scaturire ogni volta che non viene rispettata la mia libertà di scelta.
La visibilità ha portato con sè, come ogni cosa a questo mondo, vantaggi e svantaggi e nasce il bisogno di bilanciare gli estremi.
Ricevo tantissime richieste di amicizia su facebook, ad esempio: quando le accetto per interessi condivisi, ecco arrivare, il più delle volte, la richiesta di apporre il "mi piace" alla pagina o l'iscrizione a gruppi. Della serie: "Io ti offro l'amicizia e tu ricambi." 
Nel mio universo non funziona così. Innanzi tutto, se accolgo l'amicizia ho già visto cosa pubblichi e cosa fai, ragion per cui se qualcosa mi interessa il tanto sospirato "mi piace" lo metto spontaneamente e sono in grado di aderire ai gruppi che scelgo di mia volontà. Ogni forzatura in questo senso la vivo come una mancanza di rispetto e mi porta a eliminare l'amicizia. Azione che ho scelto di manifestare per un periodo di tempo, per poi rendermi conto che si trattava di un buco nero a cui difficilmente sarei riuscita a sfuggire se non rinunciando a nuove amicizie.
Non si può fare di tutta l'erba un fascio e devo ammettere che alcune amicizie sono state un dono prezioso, per cui una scelta di questo genere ha, comunque, un prezzo da pagare.
Resta una consapevolezza: mi piace scrivere e condividere. Chi ha piacere mi legga e chi non è interessato alle mie riflessioni non le legga. Io scrivo lo stesso senza imporre ad alcuno la mia scelta.
Piccolo appunto per chi mi chiede l'amicizia: questo è il mio mondo e se vuoi farne parte accantona il "do ut des" e porta semplicemente te stesso con i tuoi commenti, le tue idee e i tuoi pensieri.




giovedì 14 settembre 2017

AL DI LA' DEL MURO

Cosa c'è al di là del muro?
A volte mi arrampico per guardare.
Colori, fumo, nuvole e cielo,
persone, animali, gnomi e folletti.
Ci sono la realtà e la fantasia
che vanno a braccetto
perchè la scoperta mi sia lieve.
Ci sono forme e proiezioni
 contorni sfumati e labirinti:
ci sono io
nel paese degli specchi.



Alice attraverso lo specchio - un film di James Bobin

martedì 12 settembre 2017

CHI SEI?

Un cuore grande in una gabbia toracica troppo stretta. 
Un cuore luminoso e forte in un recinto. 
Un cuore ribelle a cui piace espandersi oltre la palizzata per esplorare l'universo.
Un cuore che ama osservare, ascoltare, comprendere, crescere.
Un cuore fragile di fronte agli spigoli della realtà.
Un cuore ferito, a volte adombrato, a volte invincibile.
Un cuore umano.
Un cuore di luce.
Il mio cuore.



Sacred Caves. 1932

LASCIAR CHE LE COSE SIANO

Lasciar che le cose siano
senza cercare di trattenerle, controllarle, dirigerle.
Lasciar che le persone siano
con le loro paure, debolezze, emozioni.
Con consapevolezza.
Rispetto.
Osservazione.
Ascolto.
Accettazione.
Libertà.



Guardian of the Chalice. Mongolia. 1937




mercoledì 6 settembre 2017

AVERE UNO SCOPO

"Lo scopo di una persona è al principio come una luce che essa scorge lontana mentre cammina di notte lungo una strada buia. Essa fa di questa luce il proprio scopo e cammina per raggiungerlo. Lungo la strada scorge un'altra luce, tra sè e la prima, comprende che prima deve arrivare alla luce più vicina, e va verso di essa. Dopo un certo tempo, scorge una terza luce, di nuovo fra sè e la luce verso cui sta andando, e così di seguito. Ciò si ripete varie volte finchè, all'ultimo, essa vede la luce più vicina a sè, cioè lo scopo che è capace di raggiungere da dove si trova.
Non abbiate quindi una visione troppo grande delle cose; non guardate troppo lontano; guardate più vicino. Non potete cominciare a lavorare per un qualche futuro remoto; lavorate per domani. Trovate qualcosa di sbagliato oggi. Perchè? Perchè ieri era sbagliato. Perciò, se fate  giusto l'oggi, il domani sarà giusto. E soltanto con uno scopo è possibile ricordare quello che avete fatto ieri e quello che fate oggi: ciò che corrisponde al vostro scopo e ciò che non vi corrisponde."




Trovo molto significativo questo estratto di Ouspensky. Da quando sono piccola inseguo una luce, lontana e indefinita. A tratti la vedo e a tratti mi rendo conto di averla persa di vista. Così si è dispiegata la mia vita, nonostante la consapevolezza che quella luce è sempre presente nel mio cuore. E' stata questa consapevolezza ad illuminare i momenti bui e le ombre che ho attraversato; e sempre la stessa consapevolezza mi ha aiutato a fare chiarezza su ciò che non mi corrispondeva e mi ha donato la forza di lasciarlo andare. Questo non significa affatto che quella luce abbia acquisito una migliore definizione, ma la sua luminosità ha attivato in me l'apertura necessaria a scorgere luci più vicine, definite e raggiungibili. Così ho imparato a vivere alla giornata, ad accogliere le opportunità e i segnali, a ribaltare gli schemi, a cambiare, a lasciar andare gli attaccamenti e a inseguire le luci.
I momenti di più grande dolore sono stati anche i momenti più luminosi, quelli in cui quella luce lontana  acquisiva maggiore definizione mostrandomi una luce vicina e alla portata.
La singolarità è che la luce che segnava il mio cammino a breve termine non corrispondeva mai a quello che "PENSAVO" di dover raggiungere, ma era qualcosa di assolutamente nuovo e innovativo, che donava significato al vissuto. Tutte le esperienze fatte, i dolori attraversati e le ombre che mi portavo dietro servivano solo a farmi arrivare a quella luce in modo così semplice e naturale che a ragion veduta sembrava impossibile non me ne  fossi resa conto.
Ogni luce raggiunta è stato un dono ad illuminare il mio cammino verso la realizzazione.



domenica 3 settembre 2017

LA RABBIA DELL'INSODDISFAZIONE

Siamo circondati dalla rabbia. E spesso la rabbia ci appartiene anche se non ce ne rendiamo conto: è latente in noi e appanna il nostro sguardo e i nostri pensieri.
Perchè tanta rabbia?
La rabbia è un'energia potente e quando è correttamente canalizzata ci dona la forza di agire in situazioni di pericolo e costrizione; quando al contrario è repressa diviene una forza distruttiva che può manifestarsi all'esterno e all'interno di noi stessi.
Immaginiamo di essere rinchiusi in una gabbia di insoddisfazione e di sentirci soffocare all'interno di essa. Di fronte alle sbarre della nostra gabbia potremo cercare la fuga o immobilizzarci: il nostro agire dipenderà da come canalizzeremo la nostra rabbia. Potremo scegliere un'azione consapevole e sfruttare l'energia di fuoco della rabbia per liberarci dall'insoddisfazione oppure potremo restare inerti e bruciati dalla stessa energia di fuoco, cercando di lenirne il calore espandendo fiamme di rabbia tutto intorno.
Gente strana noi umani in calore.


La Torcia Umana